Il bando “impianti sportivi”, che prevedeva 30 milioni di euro a fondo perduto e oltre 88 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza, riqualificazione e valorizzazione degli impianti sportivi pubblici esistenti sul territorio lombardo, è stato assegnato in provincia di Varese, come spiegato ieri dalla nostra redazione, a soli due Comuni: Laveno Mombello e Sesto Calende.
«L’ottenimento di finanziamenti in queste zone della provincia conferma la capacità dei nostri amministratori di tradurre le opportunità regionali in benefici concreti per la collettività», commentava ieri il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luigi Zocchi.
Questa visione non è però stata condivisa dal consigliere regionale del Pd Samuele Astuti il quale ha affermato che «dopo l’approvazione di lunedì della graduatoria regionale del bando dedicato agli impianti sportivi, in provincia di Varese saranno finanziati solo 2 progetti su 19 ammessi», un risultato che egli considera insoddisfacente.
«Si tratta della graduatoria definitiva relativa alla seconda linea del bando pensata per progetti ambiziosi e investimenti significativi, quindi più complessa da affrontare soprattutto per i piccoli Comuni – spiega il consigliere regionale Astuti -, ma nonostante queste difficoltà, la partecipazione è stata alta anche nel nostro territorio, a dimostrazione della volontà concreta delle amministrazioni locali di investire e migliorare i propri impianti sportivi». Ed è proprio per tali motivazioni che egli ritiene che il risultato sia ancora più penalizzante.
Il bando aveva creato molte aspettative ed era stata una misura fortemente sostenuta ed ottenuta durante la discussione del bilancio regionale per dare una risposta concreta ai territori, ma «il risultato è stato fortemente deludente e non rispecchia né la qualità delle proposte né il bisogno reale di spazi sportivi nelle nostre comunità», prosegue il consigliere Astuti.
«Servono criteri più equi e risorse adeguate poiché la partecipazione e l’enorme numero di progetti esclusi, anche su scala regionale, dimostrano che i territori sono pronti a investire, ma non possono essere lasciati soli», conclude Astuti, facendo appello a Regione Lombardia: «Chiediamo di rifinanziare al più presto il bando e di non far passare altri sei anni prima di intervenire su un ambito fondamentale come lo sport, che significa salute, inclusione e prevenzione del disagio giovanile».
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