L’ex caserma dei carabinieri di Luino, situata a pochi metri dal confine con Fornasette (in foto di copertina il valico, distante 150 metri dall’ex caserma), verrà ristrutturata allo scopo di ospitare una trentina di richiedenti asilo. Il progetto, che fa parte di un piano voluto dal Ministero dell’Interno, sta creando preoccupazione tra i residenti del Comune di Tresa (di cui Fornasette è frazione), tanto che nelle scorse ore il sindaco del paese ha interpellato il governo per chiedere adeguate misure di sicurezza.
Il timore è che i richiedenti asilo, una volta collocati in un’area che sul versante italiano è isolata dai servizi, possano varcare il confine illegalmente, creando pericoli e situazioni di disagio.
Uno scenario che può essere evitato gestendo la situazione con misure di sorveglianza e con un programma di attività che dia un senso alle giornate dei richiedenti asilo, che saranno seguiti da una cooperativa e potranno rendersi utili per la comunità luinese. E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, ai microfoni di Ticinonews, che negli scorsi giorni ha dedicato un servizio alla questione.
I lavori all’ex caserma, si apprende sempre da quanto dichiarato dal sindaco Bianchi al sito web ticinese, dovrebbero terminare entro il mese di marzo. E l’immobile – di proprietà dello Stato – una volta riqualificato dovrebbe ospitare delle famiglie, ma su questo secondo aspetto il Comune è in attesa di conferme ufficiali.
Nel frattempo, nella giornata di ieri, i consiglieri di minoranza Andrea Pellicini, Alessandro Casali, Furio Artoni, Davide Cataldo, Franco Compagnoni e Denis Ferrari, hanno presentato un’interrogazione al sindaco esprimendo la loro preoccupazione sul tema.
«Abbiamo appreso dalla stampa che sarebbero in corso dei lavori di ristrutturazione della ex caserma dei carabinieri in località Fornasette per realizzare un centro di accoglienza di migranti richiedenti asilo e che tali lavori terminerebbero a fine marzo. Abbiamo appreso, sempre dalla stampa, come le forze politiche della vicina Svizzera abbiano manifestato la loro preoccupazione nella prospettiva di avere queste persone sul valico di frontiera», si legge nel testo dell’interrogazione.
«Sempre attraverso la stampa svizzera abbiamo letto le sue dichiarazioni: “Se 20 persone mettono in crisi un territorio, molto probabilmente il problema è del territorio” – proseguono i rappresentanti della minoranza in riferimento a quanto affermato dal sindaco Bianchi ai giornalisti ticinesi -. Ciò premesso, oltre a rimanere perplessi di fronte a queste sue affermazioni, con la presente interrogazione le domandiamo per quale motivo lei e la Giunta non abbiate mai informato il Consiglio Comunale, o quantomeno la Conferenza dei Capigruppo di questa iniziativa, considerata la naturale preoccupazione che un centro accoglienza per richiedenti asilo possa recare nella popolazione, soprattutto in un’area in cui vi sono case isolate e comunque non distante dalle scuole superiori di Luino frequentate da ragazzi e ragazze molto giovani».
«Tra l’altro lungo una strada buia e pericolosa anche per gli stessi migranti, che rischierebbero di essere costantemente investiti durante i loro spostamenti a piedi. Le chiediamo altresì se sia sua intenzione convocare con urgenza il Consiglio Comunale per esaminare e percorrere soluzioni alternative d’intesa con la Prefettura di Varese», aggiungono in conclusione i consiglieri di minoranza.
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