Luino | 7 Gennaio 2024

Luino, sull’area ex Visnova: «Questo è il nuovo “Genius Loci” tra fiume e ferrovia»

«Limitarsi a puntuali interventi pensati singolarmente, per soddisfare condizioni dal solo scopo funzionalista ed interesse economico, non si fa altro che frantumare la relazione di unità»

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Luino è ormai al centro di una trasformazione senza precedenti in un’area che va dall’ex Visnova, dove sorgeranno Tigros ed un’altra grande attività commerciale, e l’area tra viale Dante e via Don Folli, in cui nei prossimi mesi sarà costruito il McDonald’s. 

Riflessioni e considerazioni sul tema, opinioni e pareri, arrivano alla nostra redazione da parte di un nostro lettore, l’architetto Diego Intraina, che esprime il suo giudizio sul rapporto tra “diritto di proprietà privata e principio di bene comune”. 

«Limitarsi a puntuali interventi pensati singolarmente, per soddisfare condizioni dal solo scopo funzionalista ed interesse economico, non si fa altro che frantumare la relazione di unità, rinunciando all’importanza dell’auto-potenza della relazione fondamentale nei processi di territorializzazione».

Ecco le lettera seconda lettera, che si aggiunge alla prima, firmata dall’architetto Diego Intraina.

Cosa vuol dire riflettere sulla presenza del Genius Loci non è una questione da poco; prima di tutto bisogna interrogarsi sulle realtà qualitative presenti nel luogo prima dell’intervento e solo dopo sulle nuove relazioni potenziali su cui potrà agire o introdurre l’intervento progettuale.

Può anche succedere, e questo è il caso dell’area ex Visnova, che l’area d’interesse debba essere riconfigurata, non solo per i motivi del cambiamento funzionale affrontati dal progetto ma soprattutto perché, la precedente e sclerata funzione d’uso stratificata negli anni, non può fare altro che comunicare una avanzata condizione compromessa: una assenza dei valori di senso e della qualità spaziale che confermano la decadenza costruttiva di un “non luogo”.

Trovandosi pertanto di fronte ad un silenziato Genius Loci, non si può fare altro che allargare lo sguardo sino al ritrovamento di un’altra presenza significativa, un altro Genius Loci, con cui dialogare in modo che questo possa estendere la sua potenza andando a caratterizzare, assegnando un valore di senso, alle accorpate realtà una relazione d’unità.

Questo è il compito di un progetto: potenziare il Genius Loci rinforzandone il senso del luogo; condizione unica capace di amplificarsi in potenza relazionale andando a caratterizzare la città e il territorio d’appartenenza.

Diventa così indispensabile un allargamento, un coinvolgimento che possa supplire, nell’interrogazione/interpretazione, il genio dell’unità tradito e velato dalle azioni di mutazione del luogo.

Limitarsi a puntuali interventi pensati singolarmente, per soddisfare condizioni dal solo scopo funzionalista ed interesse economico, non si fa altro che frantumare la relazione di unità, rinunciando all’importanza dell’auto-potenza della relazione fondamentale nei processi di territorializzazione.

Interventi disinteressati alle peculiari qualità del luogo, all’interpretazione della rappresentazione unitaria come vera ed unica espressione del Genius Loci sono la condanna del comunitario permanente arricchimento culturale e della comprensione del concetto di Bene Comune: un vero dramma per una lettura territoriale.

La ricerca di una rigenerazione dei luoghi dell’unità allargata è la richiesta del Genius Loci che deve essere soddisfatta, al fine di garantire una mutazione che non contraddica il senso esistenziale della città: avvolgere e proteggere, nella sua potenza di rappresentazione d’unità, un’idea di appartenenza e d’identità necessaria al convivere quotidiano.

Il Genius Loci contribuisce a questa idea di appartenenza presentandosi con le vesti degli elementi forti di un luogo, naturali e antropologici, rendendoli “testo narrante”, unici e potenti forze connettive di unità. Ma non abita solo nella qualità delle strutture fisiche, si manifesta anche nelle atmosfere che questa fisicità ha contribuito a creare: attraverso sensazioni emotive che richiamano disegnati processi culturali o ricercati modelli di convivenza.

Pensare un luogo un “testo narrante” vuol dire pensarsi di fronte ad uno specchio dell’interrogazione, ad una realtà esistenziale che richiede risposte sulla passata responsabilità dell’azione e sul suo agire futuro di conservazione.

Qual è dunque questo ritrovamento del Genius Loci nell’operazione di allargamento dell’ex area Visnova? Se si guarda dall’alto si può intravedere un’area racchiusa tra due linee parallele: il fiume e la ferrovia. Un’area che parte dall’Ex Visnova e arriva alla nuova rotonda della caserma dei Pompieri, una fascia caratterizzata da alcune presenze decisive e da alcuni recenti discutibili interventi (parcheggio, Mc Donald e Tigros) per la loro localizzazione senza aver prima pianificato (e condiviso) un’idea progettuale generale.

Gli elementi forti e peculiari dove si potrebbe ritrovare lo spirito del Genius Loci potrebbero essere:

– lo spirito d’unità residenziale del Villaggio Fanfani: politiche pubbliche sulla prima casa anni ’60 dimenticate e anche in questo caso abbandonate quasi subito a favore di una disorganica privatizzazione, rinuncia che non ha permesso l’integrazione del villaggio con l’impianto urbanistico della città. Era sufficiente collegare il villaggio con un leggero elemento condivisibile da entrambe le realtà urbane, come un “bosco urbano”, per creare l’effetto unità assegnando ad entrambe una qualità ambientale e paesaggistica;

– le infrastrutture delle Parigine della ferrovia: l’effetto limite prodotto dalla decisione architettonica dell’edificio risulta ancora oggi un possibile segno di rigenerazione spaziale con cui dialogare;

– le vecchie carceri: l’interessante forma architettonica della grande cupola circolare richiama la funzione di uno snodo, un segno di articolazione e collegamento che recentemente è stato potenziato da una passerella ciclopedonale che attraversa il fiume. Sfruttare l’idea dello snodo potrebbe finalmente dare una “dignità urbana” alle due sponde urbanizzate del fiume Tresa.

Queste realtà, sono le tre presenze forti su cui andrebbe organizzato l’intero impianto urbanistico della fascia, pensandole come elementi di riferimento spaziale e di potenziale relazione.

Partire da queste tre realtà, interrogando le loro aspettative e richieste, evitando di spezzettarle con l’uso consueto del riempimento funzionale, sarebbe il modo corretto per riportare in vita, facendolo dialogare, lo spirito di unità del Genius Loci ed individuare così una progettazione di unitaria rigenerazione della fascia urbana tra il fiume e la ferrovia.

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