Luino | 15 Aprile 2023

Luino, “A scuola da soli”: a maggio la sperimentazione. Primi passi per una città a misura di bambino

Ieri sera un nuovo incontro di presentazione del progetto all’ICS “B. Luini”: fra cittadinanza attiva, pedonalizzazione e timori dei genitori, l’iniziativa si prepara a partire

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Una cosa è certa, già da qualche mese: i bambini sono pronti e, anzi, non vedono l’ora di poter provare ad andare a scuola da soli e a piedi. I genitori, invece, lo sono altrettanto?

Il dubbio è lecito, vista la scarsa partecipazione all’incontro proposto ieri sera, espressamente rivolto alle famiglie degli alunni che frequentano i vari plessi della primaria dell’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini” di Luino, con lo scopo di illustrare il progetto sull’autonomia di movimento che partirà tra poco meno di un mese con una prima sperimentazione sul campo.

Se da una parte ci sono i (comprensibili) timori legati a fattori come il traffico, dall’altra l’indifferenza verso un tema – quello della mobilità – sul quale numerose amministrazioni come quella luinese stanno spingendo sempre di più come modo per restituire alla città una vivibilità e, di conseguenza, una sicurezza maggiore, dà da pensare. Agli amministratori, in primis, ma anche a tutti coloro che a vario titolo ruotano intorno a iniziative di questo genere osservandole ad esempio dal punto di vista educativo e sociale.

Perché quella che a prima vista appare una proposta circoscritta essenzialmente all’ambito scolastico, in realtà si apre a un coinvolgimento complessivo di tutta la città e di tutta la cittadinanza, chiedendo ai luinesi un cambio di abitudini che, certo, non sarà immediato né scevro da critiche, ma sul quale si è scelto di puntare in maniera chiara e condivisa perlomeno dal punto di vista istituzionale.

Alla base del progetto della Città dei Bambini, all’interno del quale rientra anche quello legato all’autonomia di movimento sul percorso casa-scuola, vi è proprio l’idea di dar vita a quella che la dirigente scolastica del “Luini” Chiara Grazia Galazzetti, nell’introdurre la serata, ha definito una «città amica» caratterizzata da «trasporti sicuri, accesso a spazi verdi, inclusività, sostenibilità e sicurezza».

«Quando parliamo di un progetto come questo – ha proseguito – ci riferiamo in primis a un mutamento del centro urbano che possa garantire tutto questo. E una scuola ha il dovere di abbracciare un progetto di questo tipo anche perché, a fronte anche di anni critici come quelli della pandemia dove tutti, a partire dai bambini e dai ragazzi, eravamo confinati tra le mura di casa, ora è tempo di mettere in atto tutto ciò che possiamo per aiutarli nell’autodeterminazione al benessere».

Non, dunque, proiettare sui bambini le proprie ansie e i propri timori, generando in loro, a loro volta, ansie, fobie o attacchi di panico – tutti problemi che, soprattutto in questo periodo post Covid stanno emergendo fra i giovanissimi, come sottolineato dalla psicologa Rosanna Olivito e dal pediatra Alessandro Monestier – bensì dare loro gli strumenti per renderli autonomi e indipendenti, per farli sentire in grado di scegliere e di compiere determinate azioni e per aiutarli a trovare le risorse necessarie a riconoscere ciò che dà loro un senso di benessere.

«Il progetto di cui parliamo può contribuire proprio a questo perché ci sono delle competenze che, se stimolate, possono ingenerare nei bambini un senso di gratificazione e noi adulti dobbiamo appunto stimolare i bambini e accompagnarli in questo», ha aggiunto Galazzetti sottolineando poi anche l’importanza del cosiddetto “monitoraggio civico” e della cittadinanza attiva degli adulti: «I bambini sono piccoli e si trovano ad attraversare una città che non è completamente loro amica e che deve svilupparsi in questo senso. D’altro canto un genitore deve sentirsi tranquillo nel dire “ok, ti lascio andare da solo”. Ecco perché il cittadino che vive la città quotidianamente deve, in modo informale e non istituzionale, prestarsi a osservare i bambini e tutelarli, proteggerli, perché i bimbi, in quanto cittadini, sono di tutti».

A riassumere i passi fin qui compiuti in questi mesi – tra cui gli incontri e la formazione degli alunni di terza, quarta e quinta primaria, la costituzione di un laboratorio che affianca il Comune nel progetto e la raccolta di dati sugli spostamenti – è stata poi la consigliera Erika Papa, da subito fautrice dell’iniziativa, andando poi a illustrare le fasi in atto e quelle immediatamente successive.

Grazie ai dati raccolti tramite un questionario sottoposto alle famiglie sono state intanto individuate alcune aree sicure, a poche centinaia di metri di distanza dai vari plessi, dalle quali i bambini potranno partire per raggiungere autonomamente la scuola attraverso dei percorsi che il Comune sta provvedendo a mettere in sicurezza proprio in queste settimane e che verranno opportunamente segnalati attraverso varie tipologie di segnaletica e cartellonistica, oltre che su delle mappe che verranno distribuite agli alunni.

E in più si è scelto di coinvolgere in prima persona i commercianti con l’obiettivo di creare una rete di “negozi amici dei bambini”, riconoscibili grazie a delle apposite vetrofanie grazie alle quali i piccoli cittadini sapranno immediatamente di essere di fronte a uno spazio sicuro in cui poter ottenere un aiuto di qualsiasi tipo.

Un altro tassello che non può essere tralasciato, in un progetto di questo tipo, è senza dubbio quello relativo la sensibilizzazione degli automobilisti: c’è, da parte dei genitori, il timore per l’alta velocità che le persone alla guida tengono anche nei pressi delle scuole e l’intento di Palazzo Serbelloni è quello di avviare una campagna molto forte, attraverso cartelloni o striscioni, proprio «per far capire che la città è vissuta dai bambini e che occorre essere attenti e responsabili nei loro confronti».

Questo anche perché il progetto, come ha spiegato Papa, si sta intrecciando con il nuovo Piano Urbano del Traffico, in fase di stesura, con una revisione della mobilità e della viabilità che porterà ad avere più aree pedonali e più spazi per i pedoni. «Intorno alle scuole l’intenzione è quella di rendere le strade il più pedonali possibile eliminando il tanto traffico che c’è attualmente – ha aggiunto la consigliera – Magari verranno criticate per la scomodità, ma saranno scelte necessarie, che mettono al centro il pedone e la sicurezza».

Intanto il primo passo da compiere è quello di sperimentare: e questo verrà fatto tra il 10 e il 12 maggio prossimi, con un evento speciale per ogni plesso che vuole essere anche una giornata di festa, dove riunirsi nei punti di ritrovo segnalati per poi lanciare ufficialmente l’iniziativa e dare il via a questo percorso di autonomia che i bambini non vedono l’ora di poter provare in prima persona.

Una scelta, questa, ha specificato Papa, che viene dal desiderio di non aspettare il prossimo anno scolastico per partire ma di concretizzare fin da subito un progetto del quale gli studenti sentono appunto parlare da mesi e che, via via, andrà poi a espandersi, a migliorare e a includere tutto ciò che rientrerà anche nei nuovi piani urbani del traffico e della mobilità sostenibile.

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