Luino | 28 Gennaio 2023

Luino, “A scuola ci andiamo da soli” e a piedi: i bambini sono pronti, ma i genitori?

Presentato ieri sera l’ambizioso progetto dell’amministrazione per iniziare a “co-costruire” la città e renderla non solo a misura di bambino, ma sicura e vivibile per tutti

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Una Luino da trasformare in “Città dei bambini”, per farla diventare poi città (a misura) di tutti. In estrema sintesi si potrebbe definire così il progetto che l’amministrazione comunale ha in animo di portare avanti in questi primi mesi del 2023.

Un progetto legato in modo particolare al tema dell’autonomia dei piccoli cittadini, da concretizzare nel loro percorrere da soli, a piedi, quello che è il loro percorso quotidiano casa-scuola. Dove per “da soli” si intende senza la presenza di adulti, genitori o volontari del “pedibus”, ad esempio: non in completa solitudine, dunque, ma magari insieme a fratelli o sorelle, ai propri compagni e amici. Insomma, coetanei o giù di lì.

A illustrarne i fondamenti e i primi dettagli, nella serata tenutasi ieri sera a Palazzo Verbania (diretta streaming disponibile qui), la consigliera Erika Papa che, insieme alla vicesindaca Antonella Sonnessa, all’assessora Francesca Porfiri, al pedagogista Francesco Tonucci e a Matteo Toson di Movesion, ha fornito una panoramica dell’iniziativa.

«L’amministrazione crede molto in questo progetto della “Città dei Bambini”, che era già presente nel nostro programma elettorale, ma adesso tocca a genitori e bimbi mettersi in gioco in prima persona e farlo camminare con le proprie gambe», hanno ribadito Papa e Sonnessa.

E questo con l’obiettivo di rendere Luino una città accogliente lavorando sullo spazio pubblico, sulla viabilità e sulla mobilità per «creare una città che vada bene per tutta la popolazione», come ha spiegato da parte sua Porfiri. Tanto che lo studio sul nuovo piano urbano del traffico attualmente in corso porterà non solo a una revisione di tutta la viabilità, ma si andrà sicuramente a intrecciare proprio con questo ampio progetto, dal momento che si tratta di un’idea trasversale in grado di toccare diversi ambiti.

Nel presentare invece il contesto pedagogico all’interno del quale dare spazio all’aspetto dell’autonomia di movimento, il professor Tonucci – ideatore della “Città dei Bambini” – ha puntato l’attenzione sul bisogno di giocare in libertà, fuori casa e senza “la mano” dei genitori, che i bambini sentono fortemente e che può fornire loro tutte quelle esperienze necessarie allo sviluppo delle conoscenze e alla successiva crescita, da quelle sociali fino a quelle legate alla trasgressione delle regole e all’approccio nei confronti di rischi e ostacoli.

E ricordando come, appena poche decine di anni fa, giocare per strada fosse un’attività perfettamente normale per tutti mentre oggi è diventato qualcosa di complesso, Tonucci ha chiarito come la proposta di uno spostamento autonomo per andare a scuola, quindi quotidiano, che coinvolga tanti bambini, può andare a creare quella “massa critica” in grado di rassicurare sia i piccoli sia, soprattutto, i genitori che attraverso un’esperienza simile possono scoprire che i figli sono “già” grandi e capaci.

Senza contare che, come hanno dimostrato anche diversi studi, recarsi a scuola camminando fa sì che il livello di attenzione dei bambini sia più elevato rispetto a quello di chi viene portato in auto e che, dunque, la fisicità dello spostamento, il muoversi essendo responsabili in prima persona della propria sicurezza e il rapporto diretto con gli altri spalanchino esperienze socialmente rilevanti, incrementando la fiducia tra genitori e figli e riflettendosi anche sul rendimento scolastico.

In più, la presenza di bambini che si muovono da soli per le strade della città può fungere da perfetto “indicatore ambientale”. Perché «se i bambini scompaiono dalle città, significa che le città sono malate», come ha affermato Tonucci.

Ma, nel concreto, Luino come si sta muovendo in merito? La prima fase del progetto ha visto l’intervento dell’educatrice Elisa Marian nelle classi terze, quarte e quinte dei plessi di Luino Cap, Voldomino, Creva e Motte dell’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini”, per un primo lavoro insieme agli alunni da cui è emerso un grande desiderio di autonomia proprio per quanto riguarda la vita “fuori casa”. La voglia di essere “grandi e capaci”, ottenere la fiducia degli adulti e la responsabilità di guadagnarsela sono tratti che molti degli studenti, anche i più piccoli, hanno condiviso durante questi incontri, tanto che in diversi hanno espresso la loro volontà immediata di sperimentare subito la possibilità di andare a scuola da soli: «È un piccolo seme che abbiamo messo lì ed è pronto a germogliare – ha raccontato la stessa Marian – così come sono già pronti i bambini stessi».

Dopo aver consegnato a tutte le famiglie una lettera di presentazione del progetto, quella che sta per iniziare in questi giorni è una fase più operativa, dedicata alla raccolta di dati attraverso il software Mobilty School sviluppato da Movesion (già partner di Smart Border, all’interno del quale rientra anche questo progetto), con cui verranno analizzati i vari percorsi casa-scuola.

Per farlo, tutte le famiglie riceveranno attraverso il registro elettronico un questionario da compilare con i dati richiesti, che verranno analizzati in maniera anonima e disaggregata con lo scopo di ottenere un piano degli spostamenti e capire dove e come occorre intervenire per rendere più sicuri i percorsi attraverso segnaletica orizzontale, cartelli informativi, il coinvolgimento di commercianti (ad esempio con la proposta di creare dei “negozi amici”) e, via via, di tutta la cittadinanza.

L’auspicio, ha spiegato Toson, è di arrivare a ottenere una partecipazione al sondaggio intorno al 65-70% della platea interessata: «Vogliamo un aiuto che ci arrivi dal basso, dai genitori, affinché rendano protagonisti i loro figli. Con l’obiettivo di co-costruire insieme a Comune, insegnanti, ragazzi e famiglie dei percorsi sicuri che rendano Luino una città a misura di tutti».

Successivamente a questa fase di raccolta e analisi, dalla fine di febbraio a marzo/aprile, gli alunni dei plessi interessati parteciperanno al corso “Buoni pedoni” tenuto dalla Polizia locale, con un’ora di teoria e un’ora di uscita pratica per scoprire e imparare direttamente percorsi e regole da rispettare negli spostamenti autonomi. Infine, il programma prevede di avviare la sperimentazione del progetto nella prima settimana di maggio, con una giornata speciale, di festa, che darà il via a quello che, nella speranza dell’amministrazione, dovrebbe diventare un gesto della quotidianità. Purtroppo, però, gli alunni delle Motte non potranno prender parte a questa prima sperimentazione per via della conformazione delle strade che conducono al plesso, che rende troppo pericoloso lo spostamento a piedi.

Il progetto «è ambizioso», ha riconosciuto in conclusione la consigliera Papa, «ma abbiamo la forte volontà di portarlo avanti». Eppure, data la presenza di una cinquantina di persone, tra quelle collegate in streaming e quelle presenti al Verbania, su 650 famiglie alle quali è stato rivolto l’invito a partecipare alla serata e considerando, come è stato detto, che i bambini sarebbero già pronti a mettersi in gioco, viene da chiedersi: i genitori lo sono altrettanto?

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