«Quanto accaduto al Comi non può che destare grande preoccupazione»: ad aggiungersi all’ex vicesindaco e attuale consigliere di minoranza del gruppo #luinesi Alessandro Casali nel commentare ciò che è avvenuto venerdì scorso con le dimissioni del direttore generale della Fondazione Danilo Benecchi è il presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia (e a sua volta ex consigliere comunale) Mario Contini.
«Cambiare – afferma – mette in discussione l’ottimo lavoro e la virtuosa riorganizzazione compiuti in quasi dieci anni dal commissario Pesenti e dall’avvocato Vissi, autori del salvataggio e del rilancio della Fondazione»
«E dopo l’imbarazzante decisione che ha portato alla rinuncia della nomina a consigliere di Alberto Frigerio, che poteva rappresentare una continuità con il passato, – prosegue – oggi assistiamo alle dimissioni di un’altra colonna della precedente organizzazione».
Dimissioni che dovrebbero essere ufficialmente formalizzate nella giornata odierna, durante la riunione del nuovo Consiglio di Amministrazione insediatosi un mese fa (non senza polemiche tra lo stesso Contini, l’ex sindaco e deputato Andrea Pellicini, il primo cittadino Enrico Bianchi e l’ex presidente del CdA della Fondazione Gianluca Vissi) e presieduto da Gianfranco Malagola.
«Ci domandiamo perché la sinistra, quando arriva ai vertici di un ente, abbia sempre l’ansia di voler distruggere quanto di buono fatto prima, attuando politiche brutali di spoil system (pratica politica in base a cui gli alti dirigenti della pubblica amministrazione cambiano con il cambiare del governo, ndr)? Perché deve solo promuovere i suoi uomini, buttando a mare gli altri? È la stessa logica di quanto fatto dalla giunta Bianchi sul palazzetto dello sport – sostiene l’esponente luinese di Fratelli d’Italia – Eliminare un progetto ottimo per la città solo per ragioni ideologiche, perché il progetto era dell’amministrazione Pellicini».
«Però sul Comi non si scherza», chiosa Contini. «In passato sono già stati compiuti errori gravissimi che hanno portato la fondazione sull’orlo del baratro e Pesenti, Vissi e Benecchi hanno effettuato un faticoso ed eroico salvataggio. Il Comi non si amministra con logiche radical chic vagamente ambientaliste, ma con impegno e perseveranza. Quanto visto sino ad ora – conclude – fa riemergere spettri del passato. Vigileremo pertanto con molta cura e invitiamo tutti a farlo».
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