(A cura di Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Domenica 2 ottobre si tornerà a celebrare come da tradizione la festività della Madonna del Rosario, un culto che ha una storia secolare anche a Germignaga e che merita di essere ricordata.
“Coltivasi con specialissima distinzione in questa Parrocchia riconosciuta essendo dopo il Corpus Domini la festa del Rosario la più distinta”. Così si legge in un documento conservato nell’Archivio Parrocchiale di Germignaga e stilato da Don Ambrogio Cheglio nel 1823, in cui si ricordano le principali date legate a questa “Divozione”.
Già nell’anno 1635 venne eretta la Confraternita del S. Rosario mentre il 6 ottobre 1674 venne solennemente inaugurata la statua della Beata Vergine del Rosario e inizialmente collocata sull’altare maggiore della chiesa di San Giovanni Battista. L’anno successivo venne trasferita nell’altare della Cappella del S. Rosario appositamente realizzata dai Confratelli.
Nel 1687 la Confraternita ottenne il diritto di poter realizzare un proprio sepolcro al di sotto della Cappella di Sant’Eurosia, nell’interno della chiesa. Nel 1786 la Confraternita venne soppressa per ordine governativo ma nell’anno 1803 le venne nuovamente concesso “l’abito con tolleranza” e nel 1807 fu ripristinata.
Nell’agosto del 1842 arrivò da Roma, dalla Segreteria della Sacra Congregazione delle Indulgenze l’annuncio che “la Santità di Nostro Signore Papa Gregorio XVI nella chiesa sussidiaria dedicata alla Decollazione di S. Giò Batta situata nella Parrocchia di Germignaga, Pieve di Luino, Diocesi di Milano benignamente dichiarò privilegiato quotidianamente l’altare eretto in onore della Beata Vergine Maria sotto il titolo del S. Rosario”, inoltre che aveva concesso l’indulgenza plenaria “a tutti i fedeli dell’uno e dell’altro sesso, che confessati e comunicati nel giorno della commemorazione di tutti i fedeli defunti visiteranno la suddetta chiesa e si intratterranno per qualche tempo a pregare.”
Nel frattempo però il titolo di Parrocchiale era stato traslato dalla chiesa di San Giovanni Battista a quella di San Rocco e San Sebastiano e anche l’altare e la statua della Madonna del Rosario vennero lì traslati nel mese di ottobre del 1840. La nuova Cappella destinata ad ospitarli, realizzata grazie ad un lascito di Don Francesco Testorio datato 5 ottobre 1836 e progettata dall’architetto Natale Pugnetti di Garabiolo, venne arricchita con una serie di scene rappresentanti i misteri del Rosario, dipinti da Carlo Cocchi da Ponte Tresa, il pittore che già aveva realizzato parte degli affreschi presenti nella Via Crucis, sotto i porticati vecchi del cimitero.
Si dovrà attendere oltre un secolo e precisamente il 1942 per vedere dei lavori di restauro in questa cappella: un’immagine risalente a quell’anno e facente parte del collage odierno (nella foto di copertina, ndr) ce la mostra con ancora due nicchie presenti ai lati di quella centrale e che ospitavano due santi devoti. Le due nicchie, ora non più presenti, sembra che durarono solamente una decina d’anni.
Non altrettanto antiche ma certamente importanti anche una serie di altre tradizioni legate a questa festa: la presenza del nostro Corpo Musicale Santa Cecilia ad accompagnare la Madonna in processione, il rito dell’incanto delle offerte all’uscita della chiesa e a processione ultimata e infine, il buonissimo e profumato croccante preparato con mandorle finemente tritate buttate nello zucchero sciolto caramellato e con poca scorza grattugiata di limone o di arancia e poi steso su un piano di marmo a raffreddare. Una preparazione dolce tipicamente germignaghese, veramente imperdibile!
(Foto di copertina dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”)
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