Oltre un anno dopo la scoperta di un affresco raffigurante la Madonna di Loreto, a lungo rimasto nascosto in una nicchia coperta dalla facciata della Chiesa di San Giovanni Battista a Germignaga, proseguono le attività per valorizzare l’opera, scoprire dettagli sulla sua provenienza ed effettuare i necessari interventi di restauro.
Tutte procedure complesse e delicate, che l’associazione culturale Ra Fiùmm sta seguendo da vicino con il supporto di professionisti del settore: il sovrintendente e architetto Roberto Nessi, l’architetto Paola Bassani, che è progettista e direttrice dei lavori, e il restauratore Claudio Veschetti.
La Sovrintendenza archeologica monitora e approva ogni passo. E di passi, recentemente, ne sono stati fatti tanti, dall’approvazione definitiva delle opere di restauro ai primi interventi preparatori, dai quali sono emerse ulteriori scoperte. La rimozione della zoccolatura della facciata (un elemento architettonico in cemento) ha portato alla luce delle sigillature fatte con lo stesso materiale con cui nel 1921 era stata chiusa la nicchia sul cui fondo è stato ritrovato il dipinto, che probabilmente risale al 1500.
«Queste sigillature non possono essere rimosse, perlomeno non adesso perché servirebbero altre autorizzazioni e abbiamo già il progetto di restauro – spiega lo storico locale Renzo Fazio, tra i fondatori dell’associazione Ra Fiùmm – Tuttavia andremo a definire meglio il contesto grazie ad un’indagine con georadar, un particolare strumento in grado di dirci che cosa è presente nel sottosuolo, fino a 5 metri di profondità e senza demolire nulla».
Probabile, stando alle parole di Fazio e ad alcuni suoi studi, che sotto la pavimentazione della chiesa e sotto il terreno all’esterno dell’edificio siano presenti delle tombe, oppure dei sotterranei che potrebbero essere legati ad un castello che in epoca medievale sorgeva nell’area dove si trova la chiesa.
«Una torre della fortificazione è stata presente fino al 1880 – racconta Fazio – poi i resti sono caduti. Verso la fine del medioevo le mura del castello si trovavano nei pressi del cimitero vecchio. Germignaga era considerata una delle porte del Contado del Seprio, tra le istituzioni storiche più importanti delle nostre zone. Torri simili a quella germignaghese erano presenti a Mesenzana e Voldomino per delimitare i confini del territorio».
L’ispezione con il sofisticato apparecchio tecnologico è particolarmente costosa, ma l’associazione Ra Fiùmm ha deciso di finanziarla con le proprie risorse, attingendo dal budget accumulato grazie alle donazioni dei cittadini e agli eventi culturali promossi in paese. Nel frattempo gli addetti ai lavori hanno inoltre selezionato finitura e colore per intervenire sulla facciata della chiesa allo scopo di eliminare imperfezioni e crepe, e per ridare alla struttura un aspetto uniforme.
I dettagli procedurali sono stati messi a punto con qualche settimana d’anticipo rispetto alle ferie estive. A settembre le attività riprenderanno e dalla Chiesa di San Giovanni Battista potrebbero arrivare nuove sorprese.
(Foto di copertina dalla pagina Facebook “Ra Fiùmm”)
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