Germignaga | 31 Dicembre 2024

Germignaga, in una bacheca la storia della chiesa di San Giovanni

Un punto informativo, posizionato fuori dal luogo sacro, riporta alle origini della chiesa e alle principali tappe del progetto di restauro della facciata voluto dall'associazione Ra Fiùmm

Tempo medio di lettura: 2 minuti

La storia della chiesa di San Giovanni a Germignaga è ora racchiusa in una bacheca posizionata all’esterno del luogo sacro e a disposizione di cittadini e appassionati di arte.

E’ l’ultima delle numerose iniziative promosse dall’associazione culturale Ra Fiùmm per valorizzare la chiesa e conservarne l’identità, grazie ad un ambizioso progetto di restauro della facciata portato a compimento a inizio dicembre. Un progetto legato in parte anche alla scoperta, fatta nel 2022, di un affresco dedicato alla Madonna di Loreto, rimasto a lungo nascosto in una nicchia proprio sulla facciata della chiesa. Anche di questa scoperta i visitatori, grazie alla nuova bacheca, potranno apprendere dettagli e curiosità.

«Già menzionata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, scritto nella seconda metà del XIII secolo, la chiesa di San Giovanni Battista è in realtà certamente di origine ancora più antica», si legge sulla bacheca (qui il testo integrale). «Lo attesta sicuramente il campanile edificato in stile romanico, simile ad altre chiese della Valtravaglia risalenti all’XI e XII secolo, oltre ad un interessante indizio scoperto nel 2023 grazie ad un’indagine archeologica effettuata con la moderna tecnica non invasiva del georadar».

L’aspetto della chiesa è stato modificato più volte nel corso dei secoli. «Gli ultimi ampliamenti furono eseguiti nel 1921 con l’edificazione della nuova sacrestia e di un deposito laterale, ricavato nella parte opposta dove si trovava la scala di accesso al pulpito, ora non più esistente. Almeno dal 1525 fu chiesa parrocchiale e lo rimase fino al 1835, anno in cui il titolo venne traslato alla chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano, in quanto ubicata in posizione più favorevole verso la parte bassa del paese che ormai da tempo si era maggiormente sviluppata. Danneggiata nel 2001 da un incendio, presumibilmente di origine dolosa, rimase chiusa fino al 2010 quando, terminati i lunghi lavori di restauro effettuati all’interno, tornarono ad essere visibili le belle decorazioni sulla volta e alcune figure di Santi affrescate sulle pareti».

Grazie al progetto voluto e finanziato da Ra Fiùmm, l’affresco raffigurante la Madonna di Loreto è stato messo in sicurezza con un vetro antisfondamento, che lo proteggerà dalle intemperie e da possibili atti vandalici. La sua storia resta in parte ancora avvolta nel mistero, ma ciò non ha impedito al gruppo di lavoro dell’associazione, guidato da Renzo Fazio e da Giovanni Corbellini, di raggiungere interessanti risultati con le ricerche svolte.

«Pur non avendo ritrovato finora informazioni certe relative al suo autore – si legge ancora nel testo riportato in bacheca – sulla base del confronto e dello studio di molti altri affreschi simili presenti nel circondario, si può ipotizzare una attribuzione all’ambito varesino della bottega dei Campanigo, una famiglia di artisti molto attiva nel varesotto fra il XV e il XVI secolo».

Per approfondire: 
Germignaga, all’origine della chiesa di San Giovanni: nuove scoperte

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com