Luino | 12 Settembre 2022

Luino, dalla poca manutenzione alla mancanza di promozione: «Smart Border lontano dai suoi obiettivi»

Il capogruppo di “Azione Civica” Artoni ha presentato una corposa interrogazione con quesiti su costi, criticità e coordinamento Italia-Svizzera: «Problemi da affrontare prontamente»

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«Presenteremo un’interrogazione urgente per avere spiegazioni da parte dell’amministrazione comunale» sulla situazione del parcheggio Smart Border, realizzato con fondi Interreg nell’area delle ex Parigine, a Luino: erano queste le parole pronunciate dal capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” Furio Artoni nell’incontro con la stampa avvenuto circa una settimana fa.

E l’interrogazione è stata effettivamente presentata. «Il progetto Smart Border – afferma Artoni – tutt’ora è ben lontano dalle finalità che intendeva raggiungere. In questi ultimi tempi, si apprende dalla stampa locale e dall’oggettiva situazione che siamo distanti da qualsiasi ipotesi di “mobilità sostenibile” e la mia interrogazione ha lo scopo di mettere alla luce problemi che devono essere affrontati prontamente prima che si possa arrivare a causare danni all’erario».

Le molte domande esposte nel documento, spiega l’avvocato, «hanno lo scopo di far comprendere ai cittadini luinesi e svizzeri che cosa sta succedendo in quell’area e soprattutto quale potrà essere il futuro destino nel caso in cui non si realizzi il sottopasso che collegherà ferrovia e parcheggio. Infine sul PGT, tutt’ora vigente, è descritto un intervento nell’area ex Parigine con la realizzazione di rotatorie… una svista oppure si prevede già una dismissione di quell’area?».

Tale progetto, nato per incentivare e migliorare la mobilità transfrontaliera nella fascia italo-svizzera tra Luino e Gambarogno promuovendo l’uso dei collegamenti via treno e il car pooling per alleggerire il traffico automobilistico, prevedeva appunto la realizzazione dei parcheggi alle ex Parigine e nell’area della Quinta Locale per consentire l’interscambio tra i mezzi. Un’occasione anche dal punto di vista turistico, tra l’altro, dato che nella prima delle due aree di sosta possono parcheggiare anche i bus.

Ma ciò che era stato rilevato da Artoni e da alcuni componenti del suo gruppo, come la scarsa manutenzione e i cedimenti nella pavimentazione, ma anche la mancanza di promozione dell’iniziativa, il poco coordinamento fra autorità italiane e svizzere nella gestione del progetto – con l’esempio del nuovo treno per i frontalieri, prima alle 5.18 e poi spostato alle 5.47 del mattino – e la previsione, nel PGT, di un collegamento con viale Dante tramite una strada e delle rotonde proprio nell’area del parcheggio hanno spinto “Azione Civica per Luino e Frazioni” a rivolgersi direttamente a Palazzo Serbelloni per chiedere risposte alla questione.

Costi e soldi spesi finora, accordi fra Italia e Canton Ticino, collaudo del parcheggio, azioni di promozione all’uso dell’area di sosta (come espressamente previste nel piano di comunicazione del progetto) e sondaggi per recepire il gradimento da parte dei frontalieri: sono questi alcuni dei punti contenuti nell’interrogazione presentata da Furio Artoni, ai quali si aggiungono anche quesiti relativi alla sicurezza, alla realizzazione del sottopasso di collegamento con la stazione ferroviaria, alle analisi e agli accertamenti sul numero di frontalieri che si recano in Gambarogno e sulla messa a disposizione di navette da parte delle aziende elvetiche o su un’eventuale valutazione di soluzioni alternative come un parcheggio interrato nella Quinta Locale.

«Il Comune di Luino – domanda il consigliere – conosce il risultato della comunicazione fatta dai ticinesi nelle ditte svizzere? Quali sono i numeri fino ad ora di questo progetto? Quante auto hanno parcheggiato effettuando scambio treno-auto o il cosiddetto carpooling?».

Diversi i punti messi sul tavolo da Artoni (i documenti completi sono consultabili cliccando quiqui), dunque, segno che il tema Smart Border è sempre molto sentito, da parte del suo gruppo così come da parte di molti cittadini. E l’obiettivo di questa interrogazione, come ha già dichiarato l’avvocato, è senza dubbio quello di arrivare a una chiara analisi del progetto e dei suoi dettagli per scongiurare il rischio che si tratti di una “cattedrale nel deserto”, spingendo invece verso il tanto auspicato utilizzo nell’ottica della mobilità sostenibile.

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