«Letto l’intervento del settore infrastrutture su via Creva è opportuno precisare che dopo cinque anni di mandato, quasi 80 tra interrogazioni e mozioni, e un lavoro quotidiano di controllo e proposta – lavoro che, vale la pena ricordarlo, iniziò pochi giorni dopo il mio insediamento con la rimozione di un’antenna che deturpava il territorio e che nessuno aveva mosso un dito per eliminare – mi permetto di fare una piccola osservazione: non ho bisogno di alzare la voce. I numeri parlano per me».
Lo afferma il capogruppo di “Azione Civica per Luino e frazioni” Furio Artoni, sottolineando che «il consigliere di minoranza non è un ostacolo alla “serietà amministrativa”: ne è, semmai, una delle condizioni. Rappresentare 175 firme di cittadini non è demagogia, è democrazia».
«Quello che mi spiace davvero – prosegue Artoni – non è che l’amministrazione abbia (finalmente) accolto la proposta (e di questo non posso che essere soddisfatto) nell’interesse dei residenti. Ciò che trovo scorretto è che, invece di riconoscere semplicemente un aggiustamento di rotta, si scelga di rispondere denigrando il lavoro di chi quella rotta l’ha indicata e che sono cinque anni che lo fa, e non solo nel periodo pre-elettorale».
«Il mio era un reclamo con proposta, quello dell’amministrazione attraverso dichiarazioni più o meno anonime era un proclama con denigrazione… Amministrare bene significa anche saper dire: “Avevamo sbagliato, grazie per la segnalazione”. È un atto di coraggio. Non di debolezza. Qualcuno diceva che il coraggio è la virtù dei forti…», conclude il capogruppo di “Azione Civica”.
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