Luino | 8 Ottobre 2025

Luino, lavori in via Pascoli: «La “Città dei Bambini” chiude le porte alle scuole

Le critiche di Artoni per la chiusura della strada. Il consigliere segnala rischi per la sicurezza e per l’accesso alle scuole di Voldomino «Sarebbe stato utile consultare chi lavora nei plessi»

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«C’è qualcosa di tragicamente ironico nel vedere una città che si autodefinisce “la città dei bambini” programmare lavori che di fatto impedirebbero l’accesso alle scuole di Voldomino proprio ai bambini». Esordisce così il consigliere comunale di minoranza Furio Artoni, capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni”.

«O forse dovremmo dire: c’è qualcosa di coerentemente grottesco, se consideriamo che quelle orme rosse dipinte sui marciapiedi – pensate per segnare il passaggio gioioso dell’infanzia – sono ormai diventate il simbolo perfetto di un’amministrazione che blocca iniziative».

Artoni si riferisce alla decisione del Comune di chiudere per circa un mese via Pascoli, a Voldomino, per lavori manutentivi su un muro transennato da anni. Una misura che, secondo il consigliere, penalizzerebbe le famiglie e metterebbe a rischio la sicurezza di bambini e residenti, poiché la chiusura avverrebbe durante il periodo scolastico, quando asilo e scuola primaria sono pienamente operativi.

«L’avvocato Andrea Pusceddu, presidente della Scuola dell’Infanzia di Voldomino, ha sollevato una questione che definirei elementare, se non fosse che evidentemente l’elementare è diventato un concetto troppo complesso per chi governa Luino – prosegue Artoni -. Luino è una città amministrata da persone che evidentemente considerano i bambini una variabile trascurabile nelle equazioni della gestione pubblica. Curioso, per la “città dei bambini”».

Il consigliere sottolinea inoltre come la problematica non sia solo logistica ma anche di sicurezza pubblica. «Come ha giustamente ricordato l’Avvocato Pusceddu, la chiusura totale della via impedirebbe l’accesso a qualsiasi mezzo di soccorso. Parliamo dell’incolumità di decine di bambini e dei residenti. Parliamo di sicurezza elementare, quella che dovrebbe essere il minimo sindacale».

Un altro punto critico riguarda la mancanza di confronto preventivo con i responsabili scolastici. «Nessuno ha consultato il Presidente dell’Asilo. Nessuno, si presume, ha consultato la dirigente della Scuola Elementare. Si è deciso di procedere come se quelle due istituzioni fossero fantasmi burocratici, fastidiosi ingombri in una via che evidentemente serve solo a far passare ruspe e operai», denuncia Artoni.

Il capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” punta il dito contro la maggioranza: «Questa amministrazione, così attenta ai simboli e alle narrazioni – le orme rosse, i convegni sulla città dei bambini, le foto di rito davanti alle scuole – sembra dimenticare che tra lo slogan e la realtà c’è un abisso che neanche un mese di lavori stradali potrebbe colmare».

Artoni chiude con un invito alla riflessione, sottolineando il valore del confronto e della pianificazione: «Dipingere orme rosse è facile. Programmare un cantiere considerando la sicurezza dei bambini richiede competenza e quella banale cortesia istituzionale che si chiama “consultare chi di dovere”. Cose che, evidentemente, scarseggiano. Quelle orme rosse sui marciapiedi resteranno solo quello che sono diventate: il segno di un blocco, di un’immobilità decisionale mascherata da buone intenzioni. E la “città dei bambini” rimarrà solo un bel titolo per qualche depliant turistico, mentre i bambini veri continuano a essere dimenticati nelle decisioni che contano davvero».

Artoni conclude citando Leo Longanesi: «In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco. In questo caso, l’arabesco si chiama via Pascoli chiusa, e la linea più breve sarebbe stata consultare chi nelle scuole ci lavora tutti i giorni. Ma forse era chiedere troppo».

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