Luino | 26 Marzo 2026

Area ex Ratti, il Comune di Luino risponde ad Artoni: iter fermo, nodi su demolizioni e ambiente

Dalla negoziazione mai conclusa ai pareri contrastanti sulla demolizione, fino all’assenza di verifiche ambientali: la relazione tecnica chiarisce lo stato dell’area dopo l’interrogazione di Artoni

Luino, variante PGT:
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Il Comune di Luino, tramite una lunga relazione tecnica, ha risposto all’interrogazione del consigliere comunale di minoranza e capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni”, Furio Artoni, facendo il punto sulla situazione dell’ex area Ratti. Una relazione tecnica articolata che fotografa uno stato ancora iniziale e lontano da qualsiasi intervento concreto.

Il primo dato che emerge con chiarezza è che, ad oggi, non esiste alcun piano attuativo presentato dalla società interessata alla trasformazione dell’area. Questo significa che non c’è ancora un progetto dettagliato su cosa verrà realizzato. L’unico passaggio avviato è stato quello della cosiddetta “negoziazione urbanistica”, una fase preliminare prevista dal Piano di Governo del Territorio per discutere con il Comune le linee guida dell’intervento. Questo confronto, avviato nel 2023, si è però interrotto perché la società non ha mai fornito le integrazioni richieste dall’ente.

Anche sul fronte delle demolizioni la situazione è tutt’altro che definita. Non esiste infatti alcun titolo abilitativo che permetta di abbattere gli edifici presenti nell’area. In passato era stata presentata una richiesta di autorizzazione paesaggistica semplificata, ma si tratta di un passaggio che da solo non consente di avviare i lavori. La Commissione Paesaggio del Comune si era espressa favorevolmente alla demolizione, ritenendo gli edifici privi di valore storico o architettonico, ma la Soprintendenza aveva dato parere contrario, chiedendo un progetto complessivo prima di qualsiasi intervento. Un passaggio decisivo, perché il parere della Soprintendenza è vincolante.

La vicenda è poi approdata al Tribunale amministrativo regionale. Una sentenza del gennaio 2026 ha annullato un precedente provvedimento comunale, riaprendo di fatto l’iter autorizzativo. Questo significa che la procedura è ripartita, ma dovrà nuovamente passare dalla Commissione Paesaggio e soprattutto dalla Soprintendenza, senza garanzie sull’esito finale.

Uno dei capitoli più delicati riguarda l’aspetto ambientale. L’area ex Ratti, essendo stata utilizzata per attività industriali, potrebbe presentare contaminazioni nel terreno o nella falda. Tuttavia, ad oggi non è stata presentata alcuna indagine ambientale né un piano di caratterizzazione. Anche ARPA ha confermato di non aver ricevuto documentazione in tal senso. Prima di qualsiasi intervento sarà quindi necessario verificare lo stato del suolo ed eventualmente procedere con una bonifica, come previsto dalla normativa.

Sempre in tema ambientale, il Comune precisa che le valutazioni come VAS e VIA non possono essere effettuate in questa fase, proprio perché manca un progetto concreto. Saranno eventualmente richieste solo al momento della presentazione di un piano attuativo, quando saranno chiari dimensioni e caratteristiche dell’intervento. Sul piano economico, non è possibile al momento quantificare oneri di urbanizzazione o costi di costruzione. Senza un progetto esecutivo, infatti, non esistono elementi per fare stime attendibili.

Per quanto riguarda la sicurezza, il Comune ricorda che nel novembre 2024 era stata emessa un’ordinanza urgente per mettere in sicurezza le strutture perimetrali dell’area, a seguito di segnalazioni e sopralluoghi. I vigili del fuoco avevano rilevato situazioni di degrado, ma non un pericolo immediato per la popolazione. Dopo alcuni interventi effettuati dalla proprietà, oggi non risultano criticità per l’incolumità pubblica.

La relazione chiarisce anche che non esistono accordi attivi con Invitalia o Regione Lombardia per lo sviluppo dell’area. Una proposta avanzata nel 2021 dalla società non è mai stata approvata dal Comune perché ritenuta priva di elementi tecnici sufficienti e non ha avuto seguito.

Infine, sullo sfondo restano anche i contenziosi legali. Negli ultimi anni sono stati presentati diversi ricorsi, sia al TAR che al Presidente della Repubblica, legati alle decisioni amministrative sull’area. Le spese legali sostenute dal Comune ammontano a oltre 27mila euro, di cui una parte già liquidata.

Dalla risposta all’interrogazione emerge quindi un quadro ancora fermo alle fasi preliminari. Nessun progetto approvato, nessuna demolizione autorizzata e nessuna verifica ambientale avviata. L’area ex Ratti resta così un nodo aperto per il futuro urbanistico di Luino, in attesa che dalle intenzioni si passi a proposte concrete -, si evince dalla relazione tecnica di Palazzo Serbelloni.

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