«La maggioranza del Consiglio Comunale di Luino ha bocciato la mozione per istituire un Commissariato di Pubblica Sicurezza qualche tempo fa. Le motivazioni? Definirle pretestuose è un eufemismo. Erano infondate». Esordisce così, in un nuovo comunicato stampa il consigliere di minoranza Furio Artoni.
Artoni denuncia la sottovalutazione di episodi di violenza e degrado urbano: «Evidentemente, un machete in pieno centro rappresenta ancora un episodio isolato. Come le risse precedenti, come gli accoltellamenti». Secondo il consigliere, si cerca di mantenere «la narrazione di una città tranquilla mentre il sangue asciuga sul lungolago».
Riferendosi alle recenti aggressioni della notte di Halloween, Artoni sottolinea come i responsabili siano stati individuati grazie al lavoro dei Carabinieri di Luino. «Ma la storia – quella vera – merita di essere raccontata», scrive, ricordando il contributo di due poliziotti in congedo, Pietro Agostinelli ed Egidio Carlomagno, che hanno servito la città per decenni. «Uomini che hanno pattugliato queste strade, conosciuto ogni angolo, vissuto sulla propria pelle l’evoluzione – e il degrado – di questo territorio».
Secondo quanto ricostruito dai due ex agenti, a Luino esisteva un Commissariato di Pubblica Sicurezza, operativo presso l’attuale Palazzo Comunale, oggi sede della Polizia Locale. «Era un presidio vero, non un ufficio di facciata». Nel 1968, con un decreto del Capo della Polizia Angelo Vicari, quel Commissariato venne cancellato. Rimase solo l’Ufficio Settore Polizia di Frontiera, competente su dodici valichi con la Svizzera, quaranta Comuni e i pattugliamenti misti con la Polizia Elvetica, ma privo dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, rimasta al sindaco. «L’ossimoro perfetto: il sindaco è Autorità di Pubblica Sicurezza, ma senza strumenti per esercitarla».
Artoni riconosce il lavoro di Agostinelli e Carlomagno, «che hanno fatto quello che la politica avrebbe dovuto fare: studiare, capire, proporre soluzioni basate sui fatti». E aggiunge: «Anche nella notte del 31 ottobre, in centro, individui mascherati hanno aggredito persone. Me lo hanno riferito cittadini e oggi scopriamo che è tutto vero». Il consigliere descrive una città che «sta scivolando verso un degrado che non si cura fingendo che non esista».
Nel comunicato si evidenzia la complessità del contesto territoriale: la Compagnia dei Carabinieri di Luino copre un’area vasta, dalla Veddasca a Leggiuno, dalla Valcuvia alla Valganna, con organici ridotti e mezzi limitati. L’Ufficio Settore Polizia di Frontiera è stato dichiarato «sede disagiata» il 9 luglio 2024, segnale di carenza di personale e risorse. Con la soppressione della Polizia Ferroviaria nel 2017, «abbiamo creato il vuoto perfetto per il degrado».
Artoni estende la riflessione ai Comuni limitrofi: «Germignaga, Porto Valtravaglia, Maccagno, Pino Tronzano, Dumenza, Agra, Lavena Ponte Tresa: tutti guardano a Luino come punto di riferimento territoriale». Un Commissariato, spiega, garantirebbe maggiore sicurezza e coordinamento su un’area vasta. Da qui l’appello: «Invito i sindaci e i Consigli Comunali di questi territori ad approvare un documento comune a sostegno della richiesta di istituzione del Commissariato. Dieci voci che parlano all’unisono fanno tremare i palazzi romani».
Il consigliere richiama anche un tema di prossima attualità: «Non possiamo dimenticare quello che succederà a marzo con l’arrivo di decine di minorenni dal Carcere del Beccaria, destinati all’Asilo Mariuccia di Porto Valtravaglia. Prevedete che questo non avrà nessun effetto?».
Artoni ha quindi depositato una nuova mozione, chiedendo che «il sindaco e la Giunta trasmettano al Ministero dell’Interno, al Prefetto e ai Parlamentari la richiesta di istituire formalmente un Commissariato di Pubblica Sicurezza presso l’Ufficio Polizia di Frontiera», con potenziamento di organico, mezzi adeguati e una sede logistica idonea. Propone inoltre che l’Amministrazione riferisca periodicamente al Consiglio e ai cittadini sugli sviluppi.
«Luino aveva un Commissariato quando era meno popolata e meno strategica di oggi. Perché non dovrebbe averlo ora che i problemi sono moltiplicati?» si domanda Artoni. E conclude con un messaggio diretto ai cittadini: «Ai Luinesi dico: non accontentatevi! Non credete a chi vi dice che va tutto bene mentre i vostri figli hanno paura di uscire la sera. Pretendete risposte concrete».
Il comunicato si chiude con un monito: «La storia ci giudicherà. Sarà severa con chi, potendo agire, ha scelto il silenzio. Con chi, potendo prevenire, ha preferito curare. Con chi, potendo costruire un argine, ha lasciato straripare il fiume». E un ricordo simbolico: «Il machete di Piazza Libertà è negli atti giudiziari, ma il ricordo deve restare nella coscienza di tutti. Perché la prossima volta potremmo non essere così fortunati. E non basterebbero tutte le mozioni del mondo a cancellare la vergogna di non aver fatto abbastanza quando era ancora possibile».
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