Un parcheggio nato per garantire più aree di sosta, con l’obiettivo di realizzare un sottopasso pedonale per permettere agli avventori un collegamento migliore con il centro della città e rendere maggiormente fluida la viabilità.
Con questi presupposti è stato realizzato il cosiddetto parcheggio “Smart Border”, quello delle ex Parigine a Luino, con i fondi Interreg, ma che a distanza di alcuni anni presenta diverse criticità, prima tra tutte la mancata costruzione del sottopasso, «per non compromettere lo sviluppo delle aree dimesse», su indicazione della giunta comunale e decisione dell’ex assessore Fabio Sai (ora il suo incarico è ricoperto da Francesca Porfiri).
A fare il punto della situazione, per un tema già trattato la scorsa estate, nella mattinata di ieri è stato il consigliere di minoranza e capogruppo di “Azione Civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni, in un incontro organizzato con la stampa insieme ad alcuni componenti del suo gruppo. A balzare subito agli occhi dell’avvocato è stata l’erba alta, il dislivello e gli avvallamenti sull’asfalto nei parcheggi dedicati ai disabili e un utilizzo che stenta a decollare se non nei caldi mercoledì di mercato e durante le esercitazioni e le prove di guida, con moto e auto.
«Presenteremo un’interrogazione urgente per avere spiegazioni da parte dell’amministrazione comunale: voglio capire quanti soldi sono stati spesi, come viene garantita la sicurezza, quali gli impegni dei Comuni di Luino e Gambarogno, interessati dal progetto – commenta il consigliere Furio Artoni -. In primo luogo su tutte le questioni legate alla costruzione del parcheggio, per un progetto da 1,7 milioni di euro circa, finanziato con soldi pubblici; coinvolgerò anche gli enti elvetici interessati. Passeggiando nel parcheggio non si può non notare come l’asfalto stia cedendo in più punti diversi, gli avvallamenti sono ben visibili, così come vorrei sapere se sono a norma gli spazi dedicati a parcheggi per disabili».
«A questo, poi – prosegue Artoni -, si aggiunge non solo il problema legato al decoro con l’erba alta e la scarsa manutenzione, ma anche alla sicurezza: ci hanno riferito che questo parcheggio di notte ha le luci spente, è completamente al buio. Qui dovrebbero venire donne e ragazze sole a parcheggiare l’automobile per prendere il treno? Oltre le parole e gli slogan, sarebbe più utile essere concreti e risolvere le criticità: per raggiungere a piedi il centro dalle “ex Parigine” ci si impiega 20 minuti circa, camminando su un asfalto che è a dir poco in stato deplorevole, pieno di buche. Per tutto questo mi chiedo: il parcheggio è stato collaudato?».
«Il rischio, secondo me – spiega ancora il capogruppo di “Azione Civica per Luino e frazioni” -, è che questo parcheggio sia una cattedrale nel deserto. Infatti, si rischia che il piazzale non permetta l’interscambio auto-treno o quello auto-auto. Chiederemo di sapere chi si è occupato di ogni dettaglio, dalla realizzazione e dai costi, per arrivare alla comunicazione. Faremo un’attenta analisi del progetto nei prossimi mesi per capire obiettivi raggiunti e quelli incerti su cui lavorare. Siamo per la mobilità dolce, facciamo funzionare questo progetto pagato con soldi pubblici».
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