Uno stanziamento di 100 milioni di euro a fondo perduto, la possibilità di avere il 100% di copertura della spesa, fino a 500 mila euro: soldi da investire nella riqualifica di edifici di proprietà comunale e, più in generale, in opere pubbliche incentrate su politiche sostenibili.
Un’occasione che il Comune di Luino non è riuscito a cogliere, nonostante la presentazione di un piano per sfruttare al meglio il finanziamento offerto dalle casse regionali. Sul punto, durante l’ultima assemblea, i consiglieri leghisti di “#luinesi”, Alessandro Casali e Davide Cataldo, hanno chiesto spiegazioni all’amministrazione, che ha risposto tramite l’assessore Fabio Sai, riepilogando i passaggi di una procedura che si è irrimediabilmente persa nei meandri della burocrazia.
Le scadenze. “Avete avuto un ampio margine di tempo per aderire, già all’inizio dell’anno. In più, da quello che sappiamo, Regione Lombardia ha inoltrato diversi solleciti per ottenere tutta la documentazione necessaria a formalizzare la richiesta dei fondi. Perché la domanda non è stata presentata in linea con le tempistiche?”. Alla richiesta di chiarimenti, i consigliere Cataldo e Casali hanno presentato alla maggioranza l’elenco delle opere su cui il Comune avrebbe potuto investire grazie ai fondi regionali del bando per le “rigenerazioni urbane”: eliminazione delle barriere architettoniche, rischio idrogeologico, riqualificazione energetica e acustica di immobili di proprietà comunale, riqualifica delle aree pubbliche e del verde: “Perché ci si è fermati alla fase preliminare?”.
“Una delusione anche per noi”. L’amministrazione comunale, attraverso la voce dell’assessore Fabio Sai, non ha nascosto la delusione per il modo con cui la procedura è stata smorzata sul nascere. Da Palazzo Serbelloni vi era inoltre l’intenzione di sfruttare il bando per attuare i lavori inseriti nel primo lotto dell’intervento di pedonalizzazione delle vie centrali; un progetto curato dall’architetto Paolo Poloni e presentato nel 2019 dall’allora amministrazione Pellicini (qui e qui per approfondire). “Il nostro desiderio – ha precisato Sai – era quello di partire dalla riqualifica dall’area antistante il comune, cioè da via Sereni e via Comi.
Una richiesta fuori portata. Quali sono le cause del fallimento? L’assessore Sai le ha spiegate con un intervento breve e conciso. Tra la fine dell’inverno scorso e l’inizio della primavera le amministrazioni interessate al bando hanno cominciato ad inoltrare alla Regione i propri progetti, corredati dalla apposita documentazione. Così ha fatto anche il Comune di Luino, fino a che gli uffici non si sono trovati davanti ad una richiesta, proveniente dall’ente superiore, che non poteva essere soddisfatta. In poche parole, servivano aspetti tecnici di bilancio che Palazzo Serbelloni in quel momento era impossibilitato a fornire per ragioni procedurali: “Alcune informazioni sulla copertura finanziaria, riguardanti le garanzie sul completamento dell’opera oggetto della richiesta di contributo, non potevano far parte della nostra delibera di giunta – ha specificato l’assessore – perché il nostro bilancio è stato approvato solo in seguito”.
Le tempistiche. In sostanza Regione Lombardia stava chiedendo al Comune di Luino un atto che non era ancora stato compilato e non poteva essere altrimenti. “Per molti comuni è difficile presentare un bilancio approvato al mese di marzo, altri si sono trovati nella nostra stessa situazione – ha aggiunto in conclusione Sai -. Per noi il riferimento andava all’annualità 2021-2023. Siamo entrati come amministrazione ad ottobre dello scorso anno e non abbiamo fatto altro che seguire le normali tempistiche del lavoro sul bilancio, affrontando anche vicissitudini legate al cambio del personale.”. Tali tempistiche ad un certo punto sono entrate in conflitto con quelle relative al bando regionale. Non si può integrare un documento che non esiste.
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