Leggiuno | 1 Ottobre 2021

Elezioni a Leggiuno, quattro domande per il candidato sindaco Riccardo Valena

Consigliere di minoranza uscente, ex vice sindaco, il capolista di "SiAmo Leggiuno" racconta il suo progetto: "Turismo, associazioni e un ritorno alla collaborazione"

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Dieci anni tra le file della maggioranza, come vice del sindaco Adriano Costantini, e l’ultimo quinquennio trascorso all’opposizione. Dopo queste esperienze, Riccardo Valena ritiene che i tempi siano ora maturi per portare nuovamente l’ambizione di guidare il paese davanti ai cittadini; e sottoporre tale proposta al loro fondamentale giudizio.

Così il quarantatreenne capolista di “SiAmo Leggiuno” ha inquadrato le imminenti elezioni amministrative, in programma per le giornate di domenica e lunedì, partecipando alla campagna elettorale in competizione con gli altri due candidati che si contendono la guida del municipio: l’attuale primo cittadino Giovanni Parmigiani e l’aspirante sindaco Stefano Introini, ex dipendente del Comune di Luino.

Valena, di professione consulente finanziario, ha trascorso a Leggiuno l’infanzia e l’adolescenza, trasferendosi poi in Valcuvia per ragioni familiari, dopo il matrimonio, ma il paese lacustre è rimasto il fulcro della sua vita quotidiana, a livello professionale e sportivo (il candidato pratica canottaggio ad Arolo).

Abbiamo rivolto a Valena quattro domande sul programma elettorale della lista che rappresenta (per la versione integrale, cliccare qui) e sul futuro di Leggiuno. Di seguito l’intervista.

Il turismo è al centro di un ambizioso piano di rilancio promosso da uno dei vostri avversari, l’architetto Stefano Introini (cliccare qui per la nostra intervista al candidato sindaco di “Leggiuno per il lago Maggiore”). Quali sono le priorità della vostra lista rispetto al tema? 

La priorità per noi è partire dalle cose che il Comune può fare, senza voli pindarici. Tra gli obiettivi c’è quindi, sicuramente, la riapertura dell’ufficio turistico, chiuso dall’amministrazione Parmigiani durante l’ultimo quinquennio. Bisognerà accordarsi con la Provincia, a livello procedurale, ma gli spazi in questione sono già adibiti alla funzione turistica. L’ufficio dovrà essere inserito nella realtà di Leggiuno come volano per attività turistiche, culturali e ricreative in grado di rilanciare il nostro territorio. E a proposito di rilancio, abbiamo in squadra Lino Betti, ideatore delle Lucine di Leggiuno, l’evento più grande mai realizzato qui, capace di coinvolgere visitatori e turisti provenienti da molte località. Riproporre la manifestazione è un obiettivo inserito nel nostro programma. Rimanendo sul tema, ci teniamo inoltre a investire nelle strutture già presenti, andando a riqualificarle, a cominciare dalle spiagge che da anni vengono trascurate, passando per il rinnovamento dei pontili e di altre attrezzature, fino ad arrivare alla realizzazione di una passeggiata tra Reno e Cerro che possa unire il lido di Arolo con Monvalle. Un’idea di cui si è già discusso in passato e che era piaciuta anche alle amministrazioni dei comuni limitrofi. Il confronto va ristabilito.

Quale è il futuro dei giovani a Leggiuno?

Parlando con le famiglie, in campagna elettorale, sono emerse criticità che nel recente passato sono finite in secondo piano, forse perché trattate con troppa superficialità. Una di queste riguarda la qualità della connessione internet sul territorio comunale. Oggi, in alcune zone di Leggiuno, il segnale è talmente limitato da costringere i residenti a recarsi altrove, a casa di amici o familiari, per usufruire di determinati servizi. La problematica è emersa con forza durante il lockdown per le attività legate a smart working e didattica a distanza. Ma c’era già prima e se l’amministrazione avesse avuto più sensibilità nei confronti delle esigenze dei giovani, sarebbe emersa. Per migliorare sotto questo punto di vista abbiamo pensato a diverse soluzioni. Tra queste ci sono una consulta giovanile, ottimo strumento di ascolto, e l’insediamento del consiglio comunale dei ragazzi, per avvicinare le nuove generazioni ai temi della vita pubblica. Per farlo occorrerà anche maggiore aggregazione. Leggiuno purtroppo non ha un vero e proprio centro dove la gente possa ritrovarsi. Abbiamo tante frazioni. Serve più coinvolgimento tra i vari enti che operano sul territorio.

A questo proposito, cosa prevede il vostro programma per le associazioni? 

Prima di tutto un potenziamento delle strutture e dei mezzi nella disponibilità della protezione civile, a cominciare da una nuova sede che vada a sostituire quella attuale, troppo piccola rispetto alle esigenze del gruppo. Un gruppo che sta facendo molto ma ha bisogno di essere messo nelle condizioni di poter operare di più. Sono i tempi a richiederlo, basta guardare quello che sta succedendo con i cambiamenti climatici, a causa dei quali le conseguenze del maltempo sono diventate sempre più difficili da gestire. Maggior impatto, da questo punto di vista, significa anche più interventi da parte della protezione civile, maggiore attività sul territorio comunale. Paghiamo sicuramente alcune carenze mostrate dal comune sotto il profilo della manutenzione ma, come detto, la stretta attualità ci impone di investire di più in questo ambito. Per quanto riguarda invece tutte le altre associazioni, pensiamo sia essenziale tornare ad uno spirito di collaborazione che ha già permesso alle persone impegnate a livello sociale di sperimentare forme di coordinamento e realizzare eventi di qualità. Vogliamo che questo spirito torni ad ispirare manifestazioni di livello.

Lei ha una significativa esperienza all’interno dell’amministrazione comunale. Che cosa è mancato di più negli ultimi cinque anni a chi ha amministrato Leggiuno? 

Sicuramente la coesione. La capacità di aprirsi al confronto e alla collaborazione. Maggioranza e minoranza non hanno collaborato. L’emergenza sanitaria, poi, ci ha allontanati ancora di più, prima di tutto fisicamente, data l’impossibilità di riunirsi. Al contrario, la popolazione ha mostrato grande spirito di intesa per superare insieme tutte le criticità portate dalla pandemia. Mi auguro che il nuovo sindaco e la sua squadra, indipendentemente da chi vincerà il confronto elettorale, possano ripartire dalla collaborazione messa in campo dai cittadini durante gli ultimi due anni, riportando certi valori in municipio.

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