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Verbania | 12 Agosto 2021

Strage della funivia, consegnati al piccolo Eitan i premi della tappa di Stresa del Giro d’Italia

È stato Gianni Bugno, presidente dell’Associazione Ciclisti Professionisti, a consegnare l’assegno da 30mila euro per il bimbo sopravvissuto al rabbino capo di Torino

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Era il 28 maggio scorso e il Giro d’Italia avrebbe dovuto scalare il Mottarone per poi planare verso Stresa e, da lì, risalire fino alla Valsesia.

Una tabella di marcia rispettata solo in parte perché, appena pochi giorni prima, il drammatico incidente avvenuto sulla funivia che collegava la cittadina lacustre alla vetta del Mottarone spezzava le vite di 14 persone e, in segno di rispetto, l’organizzazione della Corsa Rosa aveva deciso di modificare parzialmente il tracciato della frazione.

Solo una delle persone presenti nella cabina schiantatasi al suolo in seguito al cedimento di uno dei cavi portanti è sopravvissuta, il piccolo Eitan, 5 anni, che, dopo una lunga degenza all’ospedale “Regina Margherita” di Torino, continua tuttora il suo lungo percorso di riabilitazione psicofisica supportato passo passo dalla zia paterna e dai medici.

Proprio a lui i corridori del Giro d’Italia avevano deciso, in quel giorno di maggio nel quale hanno attraversato anche le vie di Stresa, di devolvere tutti i premi della diciannovesima tappa come gesto concreto di vicinanza e solidarietà nei suoi confronti e ieri, mercoledì 11 agosto, è stato Gianni Bugno, in qualità di presidente dell’associazione mondiale ciclisti professionisti (CPA), a compiere il gesto a nome di tutti gli atleti.

In una cerimonia semplice e sobria avvenuta a Verbania, nel parco di Villa Giulia – alla quale erano presenti anche Giorgio Orrù, vicario del Prefetto di Verbania, i sindaci di Verbania, Stresa e Baveno Silvia Marchionini, Marcella Severino e Alessandro Monti e l’assessore allo sport di Verbania Patrich Rabaini – il due volte campione del mondo ha consegnato al rabbino capo di Torino, Ariel di Porto, l’assegno da circa 30mila euro e un altro dono per Eitan: una maglia iridata autografata dai campioni del mondo italiani.

“I premi raccolti dai ciclisti professionisti rappresentano un piccolo ma sentito contributo che tutto il gruppo ha voluto destinare a questo bambino, che la vita ha messo di fronte a una salita inattesa e durissima. I corridori sono sensibili a quanto accade loro intorno, come dimostra anche la loro decisione di essere vicini alle vittime delle inondazioni che hanno colpito la regione di Liegi durante il Tour de Wallonie. Sono atleti di altissimo livello, ma anche madri, padri, figli impegnati perché la loro società sia la migliore possibile”, ha dichiarato Bugno.

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