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Luino | 1 Giugno 2021

“La vita è una lotta e tu hai vinto il primo round”, la lettera del luinese Andrea Rossi al piccolo Eitan

Il giovane, in cura a Tel Aviv per un tumore, ha voluto inviare un messaggio al bimbo, unico sopravvissuto nella tragedia del Mottarone. Ecco le sue parole

Tempo medio di lettura: 2 minuti

La tragedia della funivia del Mottarone ha scosso gli animi di tutta Italia, non solo per le quattordici persone che hanno perso la vita e per il piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto, ma anche per i risvolti dell’inchiesta in corso, che ha appurato come non si sia trattato di una tragica fatalità, bensì di una decisione consapevole di manomettere i freni di emergenza.

Sono tante le dimostrazioni di solidarietà che in questi giorni si sono susseguite nei confronti dei famigliari delle vittime, fra parole e gesti concreti come raccolte fondi destinati a loro e, in particolare, al bimbo di 5 anni che si trova ancora ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino, in una lenta e difficile ripresa dopo aver trascorso diversi giorni in coma farmacologico.

Al piccolo Eitan, di origine israeliana, ha voluto inviare una lettera anche il luinese Andrea Rossi, da tempo in cura presso lo Sheba Medical Center di Tel Aviv dove riceve i trattamenti sanitari che lo aiutano a combattere contro un melanoma che lo ha colpito alcuni anni fa.

La condivisione di un luogo, seppure per due storie molto diverse tra loro, ha spinto il giovane luinese a scrivere questo toccante messaggio. Ecco le sue parole.

Shalom Eitan,

Scrivo queste poche righe nella speranza che un giorno, ripensando alla tragedia che hai subito, ti farai ancora più forza di quella che hai già dimostrato e che dimostrerai.

La drammaticità di ciò che è successo ha fatto breccia nel cuore di tante persone e la solidarietà che in questi giorni si sta manifestando è la dimostrazione per l’ennesima volta che l’unione fa la forza e seppur con tantissime difficoltà ce la faremo.

La tua storia mi ha colpito perché Israele mi ha dato e mi sta ancora dando la possibilità di esserci, di essere parte della tua nuova famiglia che giorno dopo giorno si sta creando e che è pronta ad abbracciarti, come ha fatto il tuo papà, che con quella stretta ti ha dato la chance di rimanere aggrappato alla vita.

La vita è una lotta e tu hai vinto il tuo primo round, sarà dura, durissima, ma noi siamo qui, per te, e per esperienza ti posso assicurare che l’unione fa la forza, che quando ci si unisce si crea un legame che ti da quella spinta per superare i momenti tristi e i momenti felici che da qui alla fine accompagneranno la tua, la nostra vita di cui ormai fai parte.

Oggi un gruppo ha fatto uscire una canzone dal titolo “Illusione”.

Una frase che mi ha colpito di questo brano recita: “Quando in un abbraccio ti bacio e ti chiedo come stai…”

L’abbraccio più forte lo hai già ricevuto, ma noi siamo qui, pronti ad accompagnare ogni tuo passo, per far sì che ciò che avverrà non sarà solo un’illusione, ma la pura realtà.

Come è realtà che ci sono delle stelle luminose che guideranno e veglieranno su di te ad ogni tuo passo da lassù, noi da qui proveremo a sostenerti e ad aiutarti.

Un singolo ramo può anche spezzarsi, ma un fascio di rami mai.

E noi siamo un fascio di rami pronti ad abbracciarti.

Vorrei chiudere questo pensiero con una frase:

‎“דמעותיו של ילד מגיעות לשמיים”.

Letteralmente significa: “Le lacrime di un bambino raggiungono il cielo”.

Tu hai raggiunto il nostro cuore.

‎לשארית חייו תודה רבה לך שנלחמת עבורנו

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