Eitan Biran tornerà in Italia, a casa degli zii paterni, nel luogo in cui ha sempre vissuto e che i giudici hanno definito come luogo naturale per la sua crescita.
Lo ha stabilito, in modo definitivo, la Corte Suprema israeliana cui aveva fatto ricorso il nonno del bambino di sei anni unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, dopo l’atto con cui lo stesso parente, Shmuel Peleg, aveva condotto il piccolo a Tel Aviv lo scorso 11 settembre, senza il consenso della zia, sua tutrice legale.
La Corte Suprema ha respinto il ricorso presentato da Peleg, che resta indagato per il rapimento del minore, insieme alla ex moglie e ad un uomo di origine israeliana arrestato nei giorni scorsi a Cipro.
Il bambino, attualmente ancora in Israele insieme alla zia, tornerà a casa nei prossimi giorni, entro il 12 dicembre. Sempre nel nostro Paese proseguono le indagini della Procura di Pavia per ricostruire l’episodio del rapimento, avvenuto a conclusione di una delle visite dei nonni materni al bambino, regolarmente riconosciute dal tribunale.
I nonni israeliani si sono inoltre appellati alla giustizia italiana per quanto riguarda l’affidamento dei bambino, procedura da cui sarebbero stati esclusi.
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