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Pavia | 16 Settembre 2021

Rapimento del piccolo Eitan, “Possibili ragioni economiche dietro il gesto”

il bambino, ha affermato lo zio, potrebbe essere l'erede delle fortune appartenute al bisnonno, deceduto a Stresa

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Emergono nuovi particolari sul rapimento del piccolo Eitan, il bambino di cinque anni unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, che sei giorni fa ha lasciato la casa in Italia degli zii, ai quali era stato affidato dal tribunale dei minori, per raggiungere Israele insieme al nonno materno Shmuel Peleg.

L’uomo di cinquantotto anni è ora indagato per sequestro di persona aggravato e nei giorni scorsi le autorità israeliane gli hanno imposto l’obbligo di dimora all’interno dell’appartamento di sua proprietà, situato a pochi chilometri dalla capitale, dove si trova attualmente anche il bambino.

Gli zii italiani, Aya e Or Nirko, hanno avuto con il piccolo alcuni contatti telefonici che hanno consentito loro di ottenere alcune rassicurazioni circa lo stato di salute di Eitan. Ma la situazione tra i due rami della famiglia, spezzata dalla tragedia della funivia avvenuta lo scorso 23 maggio, resta particolarmente tesa.

Gli zii residenti a Pavia sono, come detto, le persone a cui il è stato affidato il compito di accudire  e crescere il bambino (la zia Aya, nello specifico, è stata nominata tutore legale dal tribunale) e a seguito di uno degli incontri con Eitan regolarmente concessi a Shmuel e alla ex moglie – a sua volta indagata – si sono improvvisamente trovati coinvolti in un incubo che – hanno poi raccontato gli stessi zii ai giornalisti fuori dalla loro abitazione – temevano potesse verificarsi.

A quel provvedimento del tribunale dei minori, arrivato in agosto, i nonni materni si sono opposti con un reclamo formalizzato attraverso i loro legali italiani, lamentando inoltre di non essere stati coinvolti nella questione dell’affidamento del minore. L’udienza si terrà il prossimo 22 ottobre.

Le strade per risolvere la delicata vicenda, mentre proseguono le indagini degli inquirenti italiani e israeliani, sembrano essere al momento due: la decisione del tribunale di Tel Aviv, a cui la zia Aya si è appellata per ottenere la restituzione immediata del bambino (ma potrebbero volerci alcune settimane), o l’intesa tra i due Paesi, Italia e Israele, da raggiungere tramite il coinvolgimento dei nonni e degli zii di Eitan, vale a dire tutti i familiari coinvolti in quello che le autorità hanno inquadrato come un rapimento a tutti gli effetti.

Parlando con il quotidiano La Repubblica lo zio di Eitan, Or Nirko, ha fatto riferimento a quella che potrebbe essere la ragione principale del piano per portare il piccolo in Israele, messo in atto da Shmuel Peleg (non è chiaro se nell’azione siano state coinvolte altre persone). Eitan, ha spiegato ai giornalisti lo zio, potrebbe diventare l’erede di una immensa fortuna: il patrimonio del bisnonno deceduto a seguito dell’incidente della funivia insieme alla consorte, al fratello minore di Eitan e ai genitori dell’unico superstite. Or Nirko ha ipotizzato che la madre del bambino fosse in principio l’erede designata. E in questo caso Eitan potrebbe ora figurare come beneficiario in linea di successione. Un aspetto, tra i tanti in questa storia, ancora tutto da chiarire.

(Foto di copertina dal sito www.vconews.it) 

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