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Luino | 14 Marzo 2021

“Fra le righe…”: arriva “Lucio Dalla”, biografia del celebre cantautore

La recensione del libro scritto da Assante e Castaldo, come di consueto per la nostra rubrica culturale, è affidata a Maria Giulia Baiocchi

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(A cura di Maria Giulia Baiocchi) È fresca di stampa la biografia “LUCIO DALLA” (Mondadori, pp. 365, € 20,00) scritta a quattro mani dal giornalista e critico musicale Ernesto Assante e da Gino Castaldo, anch’egli giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico.

Il libro ripercorre la vita dell’artista bolognese partendo dalla sua nascita, avvenuta il 4 marzo 1943 e diventata anni dopo un grande successo musicale. Ma le cose non andarono proprio come le cantò Lucio nel suo brano.

I primi due anni, Lucio li trascorse in una Bologna ferita dalla furia nazista, ma lui non poteva serbarne memoria, diversamente dai suoi genitori Giuseppe Dalla, commerciante d’oli e direttore del club di tiro a volo del capoluogo emiliano, e Iole Melotti, modista e ottima sarta tanto da avere una folta clientela non solo a Bologna ma anche a Roma e in Puglia.

Sfatato il mito della sedicenne divenuta madre dopo una storia d’amore con un marinaio, il giovanissimo Lucio sembrò da subito avere lo spirito artistico nel sangue, portato com’era a esibirsi in pubblico e a volere cantare, ballare e recitare sin da piccolissimo. Lucio fu un bambino speciale come gli stessi genitori riconobbero da subito.

Così fra aneddoti e verità biografiche, Assante e Castaldo ci narrano la nascita di un mito, e lo fanno con l’amore autentico che due appassionati di musica possono provare buttandosi a capofitto in un’esistenza diventata leggenda.

Il primo grande successo fu dunque quel 4 marzo 1943, al Festival di Sanremo, era il 26 febbraio 1971 dove la canzone, scritta da Paola Pallottino, trionfò. Nonostante il testo fosse rivisto dalla censura, il brano e il suo interprete riscossero un enorme consenso di pubblico e le copie del disco vendute furono ben mezzo milione.

Vennero poi le canzoni che tutti sappiamo, basta citare Come è profondo il mare, Il gigante e la bambina, Piazza Grande, Nuvolari, L’anno che verrà, Caruso, Attenti al lupo, in un’ascesa che lo consacrò come una stella di prima grandezza.

Leggendo la biografia, emerge l’uomo Dalla, con i suoi sogni, le difficoltà, le amicizie, gli insuccessi e il suo grande amore per Bologna dove sempre tornava. Emerge il Dalla che amava e praticava il jazz, che divenne autore delle sue canzoni, musica e parole, tradotte in numerose lingue, che suonava il pianoforte, il clarinetto e il sassofono, che duettò con artisti italiani e internazionali. Emerge l’artista che si sovrapponeva all’uomo, forte, determinato, creativo.

La sua morte improvvisa, era il 1° marzo 2012, riempì di sgomento l’universo musicale e non solo. Da allora, ogni giorno a Bologna riecheggiano gli indimenticabili successi di Lucio Dalla.

Lasciò scritto Lucio Dalla: “È da quello squarcio di cielo e di cuore che vi ascolterò anche quando nessuno mi vorrà più ascoltare, che vi cercherò ancora anche se non mi verrete più a cercare. È da lì in alto, fino a quando ci sarà una finestra, che il mio cuore continuerà a cantare”.

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