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Luino | 8 Marzo 2021

“Fra le righe…”: la vera storia di Sophie Scholl

La vicenda della giovane simbolo della lotta alla dittatura nazista, nel libro di Giuseppe Assandri. Dalla fascinazione alla resistenza, fino alla condanna a morte

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(A cura di Maria Giulia Baiocchi) “La rosa bianca di SOPHIE” (Edizioni San Paolo, pp. 156, € 15,00) di Giuseppe Assandri ripercorre la vita di Sophie Scholl, una ragazza tedesca nata il 9 maggio 1921.

Quarta di sei fratelli, nel 1933 si iscrisse come tutti i ragazzi tedeschi alla gioventù hitleriana e rimase affascinata dal mondo che scopriva a poco a poco: la divisa, i campi di addestramento, la condivisione d’ogni esperienza con le altre ragazze, le camicie brune del fratello e degli amici, l’amore smisurato per la Germania e il suo farne parte.

Il padre, convinto antimilitarista che non sopportava Hitler e la sua politica, discuteva spesso con quei figli, perché Sophie seguiva ciecamente i fratelli più grandi Hans e Inge, che inneggiavano al Führer e pretendevano di avere il suo ritratto appeso in salotto.

Fu Hans a rendersi conto per primo che Hitler, con il suo odio per gli ebrei, la sua politica espansionistica e la volontà di condurre una guerra che avrebbe portato la Germania alla rovina, stava commettendo degli errori gravissimi che era necessario contrastare.

Anche Sophie, passata l’ubriacatura per le uniformi e la vita di gruppo, aiutata da letture diverse e da una maturità che si faceva strada, si allontanò sempre più dall’ideologia nazista. Saputo che il fratello militava in un gruppo di resistenza clandestina, la Rosa Bianca, che invitava i tedeschi a “strapparsi di dosso il mantello dell’indifferenza” e a ribellarsi al giogo nazista, vi aderì con slancio.

Purtroppo, la storia racconta che una spia li vendette e due splendidi ragazzi, intelligenti, forti, idealisti, attaccati alla vita e consapevoli che il loro sacrificio era la cosa più bella che potevano fare per i loro connazionali e tutti gli uomini, furono barbaramente giustiziati.

A cento anni dalla sua nascita, Sophie Scholl vive ancora in una varietà di rose a lei dedicata, in tante scuole che portano il suo nome e quello di Hans, in un film del 2005 e nelle numerose manifestazioni che perpetuano la forza delle sue convinzioni.

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