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Luino | 28 Febbraio 2021

“Fra le righe…”, alla scoperta del libro “Ognuno accanto alla sua notte”

La scrittrice Lia Levi racchiude tre storie in una stessa cornice, quella di Roma. Roma alla vigilia dell’armistizio del 1943, Roma città aperta, Roma e il Papa Pio XII

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(A cura di Maria Giulia Baiocchi) “Ognuno accanto alla sua notte” (Edizioni e/o, pp. 264, € 18,00) della scrittrice Lia Levi è un libro che racchiude tre storie in una stessa cornice, quella di Roma. Roma alla vigilia dell’armistizio del 1943, Roma città aperta, Roma e il Papa Pio XII quindi un’isola felice per gli ebrei cha l’abitavano sicuri di godere di una sorta di immunità geografica.

Il racconto della Levi si apre nel 2019, con l’incontro di due vecchie amiche, Doriana e Gisella, che non si vedevano da trent’anni; a loro si aggiunge Saul, un uomo conosciuto da entrambe a un corso di inglese al quale le due amiche si erano iscritte per recuperare quel sapere di tanti anni prima.

Visti gli scarsi progressi dei tre, Doriana decide di portare gli amici nella sua casa in Toscana proprio per una full immersion nella lingua, da bravi studenti in cerca di un miglioramento rapido. E sarà in quella villa che ognuno di loro racconterà la storia delle proprie radici, riaprirà le ferite che il tempo non ha cancellato. Le loro parole danno vita a un pezzo recente della storia di Roma preda dell’odio razziale nazista; Roma che i tedeschi occuparono dopo l’8 settembre decidendo, appena qualche settimana più tardi, la deportazione di tutti gli ebrei senza distinzione di età, sesso e condizione.

Insieme, Doriana, Gisella e Saul, ritorneranno indietro nel tempo, rivivranno quei giorni che loro conobbero solo attraverso i racconti di chi li precedettero. La beffa dei cinquanta chili d’oro consegnata ai nazisti, il terrore che s’alternava alla speranza che non fosse possibile tanta crudeltà, i giovani pronti alla rivolta, la classe dirigente ebraica occupata a mediare senza rendersi conto che il pericolo era una minaccia reale.

Avvenimenti che il tempo sembra aver sbiadito se non fosse che il presente non si può slegare dal passato; la vita di adesso è il frutto di un’azione, di una decisione, di una fortunata svolta capitata più di settant’anni prima, eppure sempre così dolorosamente vicina.

Restano alla fine del libro le ombre di coloro che se ne andarono per sempre ancora con l’esistenza cucita addosso fatta a brandelli, calpestata e uccisa ma così viva grazie ai ricordi che conservano tracce di immortale verità.

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