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Luino | 7 Febbraio 2021

“Fra le righe”: storie di vita e di costume nei consigli di lettura della settimana

Maria Giulia Baiocchi propone “Un tempo gentile” di Milena Agus e una “Breve storia dei capelli rossi” di Giorgio Podestà

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(a cura di Maria Giulia Baiocchi) Nel romanzo “Un tempo gentile” (Edizioni nottetempo, pp. 204, € 16,00) di Milena Agus, la trama è incentrata sull’arrivo di un gruppo di migranti in un paesino sardo abitato ormai solo da persone anziane e di mezza età. Come siano arrivati proprio in quel borgo questi migranti, alcuni bianchi, altri di colore, con quattro stracci e tante speranze, accompagnati da dei volontari, non si comprende. Il loro arrivo scontenta sia gli abitanti del paese, abituati a essere soli e dimenticati in quel buco che da comune è diventato frazione, senza più sindaco o scuole, sia i migranti che pensavano di approdare nella ricca Europa e non in luogo che ha ben poco da offrire.

In un clima di diffidenza, gelosia, curiosità e buon cuore, un gruppo di donne si attiva per aiutare quei poveretti che alloggiano in una casa abbandonata, un rudere, come è chiamato, e hanno bisogno di tutto.

Superata la diffidenza iniziale, si mescolano le storie di ognuno, anche quelle delle famiglie sarde che facevano vita a sé e sembrava non volessero avere rapporti con gli altri compaesani. Come sempre accade, la conoscenza demolisce i muri, la cultura di ognuno arricchisce l’altro, si vincono le paure e si scopre che i cuori sono tutti uguali, desiderosi d’amore, di giustizia e di carità.

I migranti mettono a nudo e costringono al confronto la vita di alcune donne sarde che si sono abituate al silenzio e alla sconfitta nonostante siano intelligenti e istruite. I nuovi arrivati sono come una miccia che accende di colpo mille interrogativi. Trascorrono così i mesi dove l’esistenza pare rinnovarsi e tutto è più vivo, colorato e vero. Per i migranti scontenti e impauriti e per i residenti timorosi e insicuri si apre un percorso inevitabile che cambierà la vita di tutti coloro che sapranno far germogliare il seme della conoscenza, consapevoli d’essere diversi l’uno dall’altro ma così inevitabilmente uguali nell’animo.

“Breve storia dei capelli rossi” (Graphe.it, pp.79, € 8,00) scritto da Giorgio Podestà, emiliano, poeta e fashion blogger nonché interprete e traduttore da sempre innamorato della moda, è un libro davvero curioso e originale.

Come ci racconta Podestà, i capelli rossi accompagnati da una pelle candida e da occhi di diverse sfumature d’azzurro, hanno sempre suscitato curiosità e una certa diffidenza. Nella storia antica Senofonte descriveva i Traci come un popolo dagli occhi chiari e le chiome fiammeggianti, nella Bibbia Esaù, figlio di Isacco, ha i capelli rossi, come anche Davide, proprio quello che sconfisse il gigante Golia.

Sono innumerevoli i personaggi famosi dalle chiome fulve e, avvicinandoci ai giorni nostri, come non ricordare la regina vergine, Elisabetta Tudor, i nostri Galileo Galilei e Vittorio Alfieri o il pittore Vincent Van Gogh. Ma il rosso non ha lasciato indifferenti artisti e scrittori, come le figure femminili di Tiziano Vecellio o lo scritto di Giovanni Verga, “Rosso Malpelo”.

Nonostante i numerosi proverbi al veleno e modi di dire non troppo lusinghieri per i rossi, sembra che oggi le chiome fulve riscuotano successo e un pizzico di invidia per quelle tinte inusuali, come per esempio i colori dell’affascinante principe Harry Windsor.

L’autore conclude il libro con una interessante e sintetica poesia di Sandro Penna che dice: “Felice chi è diverso / essendo egli diverso. / Ma guai a chi è diverso / essendo egli comune”. Quanta verità!

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