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Luino | 27 Settembre 2020

“Fra le righe…”, viaggio attraverso i sensi: una testimonianza sull’autismo

Le emozioni, i piaceri, le difficoltà e le paure di un giovane che si racconta in "Una mente diversa", il consiglio di lettura di questa settimana

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(A cura di Maria Giulia Baiocchi) Federico De Rosa, classe 1993, è un ragazzo teso a costruire la propria vita. Federico ha studiato con profitto, ha una bella famiglia amorevole, ama passeggiare nei boschi e scrive libri.

La sua scrittura è fluente, chiara e profonda. Federico è autistico. Per Federico, chi non è autistico è neurotipico. Quando noi neurotipici sentiamo la parola “autismo” ci scattano mille campanelli d’allarme. Pensiamo a bambini ingestibili, violenti e incomprensibili. Federico De Rosa ha capito chiaramente le nostre difficoltà nel comprendere cosa fosse l’autismo e chi fosse una persona autistica e per questo ce lo spiega molto chiaramente nel suo libro “Una mente diversa” (Edizioni San Paolo, pp. 174, € 14,50).

Leggendo il libro è subito chiaro che essere autistici significa vedere e sentire la vita in una maniera completamente diversa rispetto ai neurotipici, è come penetrare attraverso i pensieri di chi ha un altro punto di vista, né migliore né peggiore, solo diverso. La sensibilità di una persona autistica è altissima, ben ce lo spiega De Rosa nel suo viaggio attraverso i sensi.

I rumori troppo forti, la confusione di una piazza o di una stazione, gli odori penetranti e aggressivi, i sapori troppo acidi e pungenti sono causa di ansia e disagio per gli autistici. Chi vive con una persona autistica deve imparare a mantenere la calma, a non generare confusione, a non gridare, a non parlare in fretta, a non usare profumi intensi, perché l’autistico ama il silenzio dei boschi, la luce rarefatta, i sapori morbidi, la tranquillità che gli permette di comprendere piano piano quello che succede intorno a lui.

Nel libro, la neuropsichiatra Flavia Capozzi, che ha sempre seguito Federico, commenta e chiarisce, anche dal punto di vista medico, quello che Federico ci racconta, un prezioso aiuto che vuole demolire la paura che proviamo sempre al cospetto del diverso. De Rosa ci prende per mano e ci conduce nel suo mondo dove la sua felicità potrebbe anche essere la nostra se fossimo meno tesi a conquistare non si sa quale vittoria.

Avere una casa comoda, lavorare, volersi bene, ascoltare la musica, fare ogni tanto quello che si vuole e buttare gli orpelli che zavorrano il nostro cammino, ecco la felicità a portata di tutti. Molto dettagliata la spiegazione della dottoressa Capozzi che ci spiega il ruolo delle emozioni che ognuno di noi prova e il loro assolvere le funzioni di informazione, di protezione e di comunicazione.

Le emozioni provate da Federico per i piaceri semplici e condivisibili della vita, si contrappongono alla paura che per gli autistici coincide con l’ansia di non farcela in un mondo che li respinge. Gestire le emozioni non è semplice per nessuno di noi, sia neurotipico sia autistico.

Federico ha una pagina Facebook dove tutti possono scrivergli e parlargli dei problemi relativi all’autismo. Per questo, alla fine del libro, De Rosa ha riportato le sue risposte ad alcune delle domande più interessanti che genitori e educatori gli hanno rivolto nel tempo. Conclude il libro un’appendice a cura di Flavia Capozzi e un elenco di libri dedicati all’autismo per chi volesse approfondire l’argomento.

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