(A cura di Giorgio Roncari) Ci fu un’epoca in cui a Luino si disputava un circuito motociclistico, diremmo un’epopea, iniziata nel 1921 con la cronoscalata sociale Luino – Agra vinta da Mario Corsini.
Tutto era cominciato nel ‘19, quando sorse l’‘Auto – Moto Club Luino’. I promotori erano Ferrante Sanvito, Gianni Battaglia, Mario Corsini, Ardo e Serafino Galante, Francesco Pirovano e altri, tutti o quasi rampolli delle casate industriali della città che avevano mezzi e possibilità. L’anno dopo la cronoscalata fu aperta a tutti i centauri, richiamando parecchi campioni di quell’epoca pionieristica: vinse Enrico Visioli di Milano, fresco conquistatore del Gran Premio di Francia.
Si correva di norma ad agosto e, dopo le cronoscalate tanto di moda nei primi anni, si optò per un circuito che da Luino andava a Colmegna, saliva a Dumenza e tornava a Luino. Ben 14 km da percorrere più volte; allora erano tempi in cui i circuiti erano lunghissimi, quello del Lario misurava 36 km e mezzo e il Tourist Trophy, ancora disputato sull’isola di Man, ben 60,7 km.
In seguito venne studiato un percorso ridotto all’interno del comune, quasi tutto asfaltato. La partenza era di fronte alla Chiesa del Carmine, si prendeva per Germignaga, si voltava verso Voldomino, si saliva fino alla zona del Ronchetto sull’attuale Via Volta, quindi si scendeva la via Creva, piazza Risorgimento, via XV Agosto e si ritornava sul rettilineo d’arrivo.
Prima della guerra si decise per un tracciato cittadino che, da viale dei Carmini, aveva i vertici al Municipio con chicane davanti al Trippolini, piazza Risorgimento, Stazione, Rotonda. Un percorso che aveva il difetto di avere praticamente tutte le curve a destra, ma che rimarrà identico fino all’ultima edizione. Un circuito chiuso con biglietto d’ingresso per assistere e pazienza se un’ordinanza delle autorità imponeva ai dirimpettai più esposti all’interno del tracciato il divieto di aprire le porte di casa. Nel ’46 fu anche organizzata una gara per auto, bolidi rombanti che, per la gente comune dell’epoca, erano miraggi.
Per cause contingenti come la guerra o la politica, oppure per problematiche logistiche o finanziarie, non tutti gli anni si riusciva ad organizzarlo, ma quando si correva partecipavano fior di campioni che attiravano una marea di sportivi e tifosi. Nomi famosi, ognuno nella sua epoca, da Varzi ad Ascari, da Balzarotti, il maggior trionfatore con 4 vittorie, a Lorenzetti, da Panella a Bandirola, da Pagani al leggendario Tenni, il mito di tutti i tifosi paragonabile ad Agostini e Valentino Rossi.
Anche i piloti luinesi seppero farsi onore, vincendo ed entusiasmando i supporter locali, su tutti Battaglia, tanto popolare da venire ricordato da Piero Chiara e Sanvito, veri idoli che seppero cogliere numerosi successi prima di passare alle auto. Ma anche i vari Pirovano, Manzoni che corse fino a cinquant’anni con un occhio solo, Gerlin, i Galante, Valli, Dell’Anna, Robbiani il quale trovò la morte in allenamento a Creva, perché allora non c’erano piste per esercitarsi e i piloti lo facevano sulle strade normali.
I primi centauri correvano frequentemente con maglioni colorati di lana, con scarsi ripari, spesso solo un casco di pelle, scarponcini e guanti, però non mancava la sciarpa bianca che faceva trendy, e tutto ciò benché fosse uno sport pericolosissimo, nel quale i corridori morivano come mosche. Anche a Luino ci furono spettacolari incidenti, alcuni con dei morti.
Nel ’33 perì Gino Fagnani di Legnano andando a sbattere contro un palo, scendendo da Creva all’altezza delle scuole. Nel ’55 perse la vita Dino Magri, passeggero del sidecar di Ernesto Merlo toccatosi con un altro mezzo e volati letteralmente in aria. Che il circuito di Luino fosse importante lo dimostra il fatto che la neonata RAI TV quell’anno piazzò alcune telecamere sul percorso.
Fu quest’ultimo incidente mortale a porre fine alle competizioni motoristiche a Luino, ritenute troppo pericolose. Ma era tutta un’epoca che stava cambiando e nel giro di pochi anni, soprattutto a seguito della catastrofe di Guidizzolo durante la ‘Mille Miglia’ del 12 maggio ‘57, con 11 morti tra gli spettatori, i tracciati cittadini vennero proibiti.
A interessare gli sportivi luinesi fu allora la motonautica, con le roboanti gare tra fuoribordo ed entrobordo: erano però competizioni che si tenevano al largo, poco visibili, mentre le moto le vedevi sfrecciare davanti a te, riconoscevi il pilota ed il rumore del motore di una casa o dell’altra con l’entusiasmo che tutto ciò si portava dietro. Un’epopea epica alla quale ho dedicato una lunga ricerca che spero quanto prima di poter pubblicare in un volume.
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