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Luino | 19 Settembre 2020

“Fra le righe…”, due libri per vivere la vita e non subirla

Come si può rinascere e vincere la violenza? Qualche spunto tra i consigli di lettura di questa settimana: due romanzi di Meena Kandasamy e Anna Lavatelli

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Rubrica a cura di Maria Giulia Baiocchi) Storie di bulli se ne ascoltano tante. Ragazzi e ragazze che si sentono forti perché spalleggiati dal gruppo o perché colpire il più debole è sempre facile. Anche storie di femminicidi se ne sentono tante.

Le storie raccontate nei due libri di questa settimana parlano proprio di violenza. Violenza su una giovane sposa, violenza su una signora anziana. Come si può rinascere e vincere la violenza? Gli autori di entrambi i libri hanno preso spunto da vicende reali per costruire una trama che abbiamo sentito ripetere in mille varianti dai media.

Nel primo libro, “Ogni volta che ti picchio” (Edizioni e/o, pp. 238, € 17,00), l’autrice indiana Meena Kandasamy racconta la storia di una giovane scrittrice che sposa un docente universitario, ex guerrigliero maoista. Insieme si trasferiscono in una lontana città costiera dell’India. Pare che la coppia possa vivere felicemente ma all’interno della villetta, a poco a poco, il marito inizia a spersonalizzare la donna limitandone non solo gli spostamenti fisici ma spogliandola delle sue amicizie, controllando la sua posta elettronica, il cellulare e isolandola sempre di più.

“Dovrei essere uno spazio vuoto. Uno spazio dal quale è stato cancellato tutto …  Questa piattezza fa contento mio marito”, scrive la protagonista. La donna, dopo aver accettato mille umiliazioni, dopo essere stata picchiata per i motivi più futili, dopo appena quattro mesi e otto giorni di matrimonio, riesce a fuggire. Infila in fretta e furia nella sua borsa a tracolla il passaporto, il bancomat, il cellulare e il computer. Una fuga che la riporterà alla sua famiglia d’origine, agli amici di prima che la credevano felice perché non postava più niente su Facebook, forse troppo impegnata a godersi la felicità coniugale.

Questo marito non riuscirà a piegare la moglie che, consapevole del suo valore, butterà fuori la sua rabbia umiliandolo con la potenza delle parole e immergendolo nella sua vigliaccheria.

Nel romanzo di Anna Lavatelli, “I segreti di Olga” (Coccole books, pp. 114, € 10,00), la violenza è perpetrata da un gruppo di ragazzini verso una signora sola e anziana. Il gruppo è formato da tre ragazze e due ragazzi, adolescenti annoiati che bighellonano tutti i pomeriggi vicino alla casa della signora Olga Mautino. La donna è convinta che quei ragazzi le lascino vicino al suo giardino immondizie varie, in verità i colpevoli sono dei giovani che stazionano nel vicolo molto più tardi, ma gli adolescenti non si discolpano anzi si sentono autorizzati a dichiarare guerra alla vecchia odiosa e bisbetica.

La donna però non accetta i soprusi e trova una soluzione molto particolare per mettere a tacere i ragazzi. Nel gruppetto c’è anche Katia, arrabbiata con il mondo e certa che nessuno possa comprendere le sue grandi sofferenze, e proprio lei dovrà frequentare la signora Olga.

Katia avrà modo di capire come sia importante parlarsi per confrontarsi e comprendere l’altro. La conoscenza è l’arma vincente in ogni cosa, perché i giudizi sparati alla cieca sono solo pregiudizi. Katia maturerà in pochi mesi imparando da Olga come la vita debba essere vissuta e non subita, nonostante i dolori affrontati.

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