Al rebus delle scuole e della riapertura in sicurezza per settembre, si è aggiunto per la comunità luinese, nelle ultime settimane, anche quello degli Istituti Tecnici Superiori, che sembra destinato ad influenzare le riflessioni sul tema “istruzione e formazione” in rapporto alla campagna elettorale per le imminenti Amministrative.
Perché il dibattito sugli ITS è marginalizzato? Per quale motivo gli studenti non li scelgono? Cosa fa l’amministrazione in proposito? Questi interrogativi, rilanciati come detto in ambito elettorale, seppur non ancora pubblicamente, hanno raggiunto l’assessore alla Cultura e all’Istruzione uscente (e non ricandidato) di palazzo Serbelloni, Pier Marcello Castelli, che non ha esitato a prendere posizione rispetto a due punti centrali, poco considerati e forse persino fraintesi della questione.
Primo punto: l’amministrazione, pur appoggiando la promozione dei percorsi formativi post diploma, che offrono buone possibilità di inserimento lavorativo in campo prevalentemente manifatturiero, non è direttamente responsabile dell’organizzazione e della designazione di questi corsi. “In secondo luogo – sottolinea Castelli, sempre in riferimento ai quesiti riportati – voglio rassicurare tutti che gli studenti sono molto ben informati dalle loro scuole superiori, tanto che prima del lockdown avevo dato la disponibilità della sala conferenze di palazzo Verbania per incontri specifici con i ragazzi, che per cause di forza maggiore si sono svolti online”.
Grande attenzione alla realtà degli istituti era stata riservata lo scorso anno dagli attivisti locali del Movimento cinque stelle, all’interno di un confronto con la comunità durante il quale erano intervenuti due esperti dall’alto Milanese per una panoramica generale sull’offerta formativa, e per porre l’accento sullo squilibrio tra i numerosi sbocchi lavorativi e l’esiguo numero di adesioni a livello nazionale (le 13mila domande dell’Italia contro le 800mila dei giovani tedeschi, o le 500mila di Spagna e Francia). Di ITS si era parlato nuovamente, sempre prima del lockdown, grazie ad un incontro pubblico organizzato dal gruppo “Cittadini Liberi Luino”, voluto appositamente per avvicinare le famiglie luinesi ad alcune opportunità concrete per la costruzione del futuro professionale dei figli.
“Gli ITS – specifica in conclusione l’assessore Castelli – hanno finanziamenti regionali e sono a numero chiuso. Per partire necessitano di un numero minimo di adesioni. I nostri studenti, ribadisco, sono molto ben informati, e se non li scelgono significa che preferiscono accedere all’università piuttosto che ad un corso non riconosciuto come una laurea breve”.
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