Luino | 5 Luglio 2026

Luino, il messaggio domenicale di don Cesare: «Il Carmine si prepara a festeggiare 550 anni. Aiutiamolo»

Il Santuario della Madonna del Carmine è uno dei più antichi della zona e si prepara a festeggiare un anniversario importante, il prevosto invita i fedeli a custodirlo

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(don Cesare Zuccato) Il Carmine si prepara a festeggiare 550 anni. Aiutiamolo ad arrivarci in salute. Chi cammina lungo il lungolago di Luino, prima o poi si ferma davanti a quel portale in arenaria rossa che da oltre cinque secoli accoglie i luinesi. È il Santuario della Madonna del Carmine, una delle chiese più antiche della città: la sua fondazione si deve al frate laico Jacopo Luini, e il cantiere fu avviato nel 1477 per concludersi nei primi anni del Cinquecento. Jacopo morì poco dopo l’inizio dei lavori, in fama di santità, e il popolo lo proclamò subito beato. L’anno prossimo, il 2027, il Santuario compirà 550 anni dalla fondazione: un traguardo importante, che ci invita fin da ora a guardare con gratitudine alla sua storia e con responsabilità al suo futuro. Da quel 1477 il Carmine ha attraversato secoli di vita luinese.

Nel 1544 fu aggiunta la prima cappella, come testimoniano ancora oggi gli affreschi che ne decorano pareti e volta, e dopo il 1665 l’edificio si arricchì di due nuove cappelle laterali. Non mancano nemmeno le tracce del legame profondo tra il Santuario e la gente del lago: si racconta ad esempio di una giovane di Castelrotto che nel 1725 scampò a un colpo d’arma da fuoco accidentale grazie all’abitino della Madonna che indossava — le pallottole, fermatesi davanti a lei, sono ancora oggi conservate in una cornice ai piedi della statua. Anche i momenti difficili non sono mancati: alla fine del Settecento il convento annesso venne soppresso per decreto imperiale e il suo patrimonio disperso all’asta. Ma il Santuario è sempre rinato, anche grazie alla generosità di chi lo ha amato: nel 1987, in occasione dei 500 anni dalla consacrazione, fu avviato un importante restauro diretto dall’architetto Fiorenzo Ramponi, che riguardò il presbiterio, le pavimentazioni, gli affreschi, gli esterni e il tetto.

Ancora oggi il Carmine resta un punto di riferimento per tutta la città: c’è chi vi entra per una preghiera veloce durante una passeggiata sul lungolago, chi vi celebra il proprio matrimonio, chi torna ogni anno per la festa della Madonna del Carmine, il 16 luglio. Un filo che non si è mai interrotto, dal Quattrocento a oggi.

Quindi perché diventare Amici del Carmine? Custodire un edificio di questa età non è mai un’operazione a costo zero: affreschi da conservare, coperture da controllare, impianti da mantenere, il decoro quotidiano di un luogo che resta aperto alla preghiera di tutti. Farlo arrivare in buona salute al traguardo dei 550 anni richiede il contributo concreto di ciascuno di noi. Diventare Amici del Carmine è semplice: basta rivolgersi in sacrestia dopo le S. Messe, parlare con Barbara o don Cesare che riceve ogni lunedì in casa parrocchiale dalle 17.30 alle 19.00.

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