Luino | 6 Agosto 2020

“Una vita in fuga”, Claudio Chiappucci si racconta al Camin Hotel di Colmegna

Tanti gli appassionati che hanno partecipato alle pedalate e alla serata in compagnia del "Diablo", alla scoperta di aneddoti sulla carriera del campione di ciclismo

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Due giorni all’insegna delle due ruote, ma non solo: alcuni appassionati di ciclismo hanno potuto approfittare delle belle giornate di sole per pedalare insieme a “El Diablo”, Claudio Chiappucci, e per ascoltare dalla sua voce qualche aneddoto sulla sua carriera sportiva.

Ieri, mercoledì 5 agosto, la giornata è cominciata intorno alle 9.30 quando il gruppo guidato da Chiappucci e dal direttore Enzo Costa – organizzatore e anima dell’evento – è partito dal Camin Hotel di Colmegna per un giro di circa 70 km sulle strade dell’alto Varesotto, che il noto campione originario di Uboldo conosce molto bene.

Nella serata, invece, dopo una cena a base di pesce di lago nel ristorante Tiffany, tutti gli ospiti si sono spostati nel parco della struttura affacciato sul Verbano dove, dopo una dolce sorpresa – una torta a lui dedicata – e la visione di un breve video con una sintesi dei momenti più belli ed emozionanti della sua vita professionistica, è stato proprio Chiappucci a raccontarsi in una chiacchierata molto semplice e diretta di fronte ai presenti.

Motivando il titolo del suo libro “Una vita in fuga” – le cui copie ieri sera sono andate letteralmente a ruba – il “Diablo” ha svelato qualche retroscena su quel suo modo di correre che tanto è entrato nel cuore della gente: “Quando uno parla di me, si ricorda delle fughe: ecco perché è stato scelto questo titolo. Racconto sia delle fughe che sono andate bene sia di quelle andate male, perché è bello parlare anche di quelle vittorie che alla fine non sono arrivate. Mi è capitato di vincere gare che non mi aspettavo, come mi è successo alla Milano-Sanremo (nel 1991, ndr) e di perderne altre che ero sicuro di vincere. Quella Sanremo, tra l’altro, è una corsa che è rimasta unica nel suo genere perché nessuno l’ha mai più vinta con 150 km di fuga, così come la tappa del Sestriere (Tour de France 1992, ndr). Sono momenti unici, anche difficili da raccontare. Io ero preparato per vincere la tappa, ma non per fare quello che poi è successo: ho fatto una cosa un po’ da matti”.

A questo carattere è connesso anche il suo soprannome, “El Diablo” – ormai un vero e proprio marchio di fabbrica – che in qualche modo ha contribuito a dargli una motivazione ancora maggiore, spingendolo a mettersi in gioco, a trovare il modo di fare la differenza rispetto agli altri, andando persino controcorrente rispetto a quello che era il ciclismo dell’epoca: “Non ho rimpianti, tutto quello che ho fatto è importante ancora oggi per il mondo che mi circonda. Ho dato tutto me stesso, anche più di quello che avrei voluto dare, ma l’ho fatto sempre pensando a chi mi guardava, ai tifosi, agli amici”, racconta.

Ricordando poi la figura di Marco Pantani, suo compagno di squadra e di stanza, Chiappucci ha voluto sottolineare la personalità particolare di un altro dei campioni molto amati, sempre presente nei ricordi di tanti, sia tifosi che colleghi: “Era molto introverso, riusciva a esprimere davvero se stesso solo in gara, sulla bici. Ricercava la perfezione in modo maniacale, ma era anche molto insicuro, aveva bisogno di aver vicino qualcuno che lo incitasse a dare sempre il meglio di sé”.

Dopo qualche battuta sulla situazione del ciclismo odierno, con le nuove generazioni di giovanissimi che avanzano, il livello agonistico sempre più alto sia nella categoria maschile sia in quella femminile – che però continua a non trovare uno spazio adeguato sia a livello mediatico che di sponsorizzazioni – la piacevole serata si è conclusa con autografi e scatti ricordo insieme agli ospiti presenti.

Nella mattinata di oggi, giovedì 6 agosto, una nuova pedalata verso il Lago Delio, in sella alle MTB e con la guida dell’ASD Veddasca Bike Experience, concluderà questa due-giorni che si prepara a diventare un appuntamento fisso per il Camin Hotel di Colmegna, magari da replicare anche più volte nel corso dell’anno.

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