Rancio, Bedero, Masciago Primo, Ferrera e Cassano sono i paesi della Valcuvia dove è attesa la designazione del prete che verrà chiamato a sostituire don Stefano Ghiringhelli, il quale dalla Comunità pastorale di Bedero e di Masciago Primo, si trasferirà a breve ad Asnago Cemenate, nei pressi di Cantù.
La comunicazione, come si apprende dalle pagina de La Prealpina nell’articolo firmato da Riccardo Prando, e dalla lettera rivolta dal religioso al centro di ascolto locale, è giunta inaspettatamente nei giorni scorsi e oltre ad aver colto di sorpresa tutti i fedeli, e ovviamente il diretto interessato che si appresta a lasciare la Valcuvia dopo sedici anni, condurrà ad una riorganizzazione significativa dell’unità pastorale.
Con il passaggio, dato per certo, verranno affiancate alle parrocchie di Bedero e Masciago, quelle sopracitate di Rancio, Ferrera e Cassano. Da due a cinque comuni. Da mille abitanti circa a quattromila. Se ne occuperà il nuovo parroco, probabilmente un giovane, si vocifera, anche se sulla sua identità al momento non trapela nulla di ufficiale, e quasi un’intera valle resta in attesa. Per quanto riguarda le messe, ci si organizzerà, per il tempo necessario, con i sacerdoti dei paesi limitrofi.
“Il problema non è nuovo – si apprende ancora dal quotidiano locale – ma si è aggravato negli ultimi vent’anni: causa la forte contrazione delle vocazioni sacerdotali, non esiste il necessario ricambio generazionale fra chi lascia e chi arriva. Quest’anno in diocesi di Como sono stati ordinati appena due preti contro i dieci che, anche causa Covid-19, sono deceduti (è il caso di don Mario Munaretti a Casalzuigno)”.
(Foto di copertina © Gilberto Bernecoli)
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