(articolo a cura di Cesi Colli) Domenica 25 settembre, la parrocchia di Bedero Valcuvia, unita alle comunità di Ferrera, Rancio, Masciago e Cassano, ha celebrato in una cornice festosa la festa della sua Madonna, la Vergine del S. Rosario, che affonda le sue radici in una ormai lunga tradizione.
E’ senza dubbio uno degli eventi principali della vita della comunità bederese, che lo ha vissuto in modo bello e sentito, affiancando alle celebrazioni liturgiche momenti di svago, che sono stati preparati con cura e attenzione dai volontari della parrocchia perché la festa deve essere anche contesto di ritrovo e condivisione.
Dopo la pioggia insistente di sabato, scrutando il cielo fin dal mattino, siamo stati accompagnati da un cauto ottimismo perché sembrava proprio che il sole avrebbe fatto capolino. E così è stato!
La nostra comunità ha sempre considerato questa ricorrenza la festa delle “donne”, cui corrisponde per S. Antonio in gennaio quella degli “uomini”. Un tempo c’erano le “consorelle”, la cui spiritualità nasceva dalla venerazione alla Vergine del Rosario e per una donna del paese era “un onore” raccogliere le offerte in occasione della sua festa. Oggi la maggior parte di loro sono anziane e purtroppo si è stati incapaci di trasmettere il loro prezioso servizio alle giovani generazioni. Così oggi le buste con le offerte per sostenere economicamente le necessità della parrocchia sono state consegnate dai fedeli direttamente in chiesa.
Le celebrazioni sono iniziate con i tre giorni di preghiera del Triduo (S. Rosario e Litanie) perché venerare Maria significa richiamare al cuore e alla mente dei fedeli la viva testimonianza di fede e di carità di questa nostra madre premurosa.
Sabato è stato interamente dedicato alle S. Confessioni.
Domenica si è celebrata la S. Messa solenne nella Chiesa Parrocchiale di S. Ilario, presieduta dal parroco don Enrico Broggini e accompagnata dai canti della corale bederese, diretta da Martina Ambrosini, con l’accompagnamento all’organo di Luigi Toma. Abbiamo pregato davanti alla bella statua di Maria, che è stata riportata recentemente al suo antico splendore da Angelo Cadei, il fine artigiano bederese, recentemente scomparso, che si è sempre reso disponibile nel restauro e nell’abbellimento della sua chiesa.
Momento di festa grande è stato il “pranzo insieme”, che ha segnato la riapertura della cucina dell’oratorio, chiusa a causa del covid. Con grande semplicità la comunità si è raccolta attorno a grandi tavolate, dove hanno trovato posto tutti: è a tavola che la relazione diviene condivisione. Le persone si trovano una di fronte all’altra con la propria individualità, con il proprio volto, e condividendo il cibo, condividono anche la propria vita.
Nel pomeriggio, dopo il Canto dei Vespri, è seguita la processione per le vie del paese con la statua della Madonna: man mano che passava e procedeva, Maria pareva voler coinvolgere le persone nella fede, nella preghiera, nella devozione, per stringere tutti tra le sue braccia e non lasciare nessuno per strada.
Commovente e gioioso allo stesso tempo il momento particolarissimo della consacrazione dei bambini alla Madonna, scudo protettivo invisibile ma impenetrabile dal male, che li rende figli suoi, li protegge e li fa crescere, come Gesù, in età, sapienza e grazia.
Per finire un’allegra festa popolare con giochi, (dalla pesca all’indovinare il peso del parroco e dei suoi aiutanti!), e con l’incanto dei canestri“, ossia i “Simboli della Generosità” dei bederesi, che in tutti questi anni non è mai venuta meno e ha permesso tante belle realizzazioni in parrocchia. Ogni canestro è stato battuto all’asta: tante piccole cifre che hanno fatto una grande cifra!!
Ancora una volta “la festa della Madonna del Rosario” ha testimoniato che siamo una comunità viva, che festeggia camminando dietro Maria per riscoprire le ragioni profonde del suo essere comunità e manifestare l’amicizia e il rispetto che ci unisce.
Lunedì è stata celebrata una S. Messa per i defunti: significativo è allacciare la festa patronale al loro ricordo perché attraverso Maria, riferimento sicuro di intercessione, possiamo esprimere la nostra gratitudine per coloro che, dopo essere stati parte viva della comunità, ora vivono nella comunione dei santi. (Foto di Luca Luppi)
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