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Bedero Valcuvia | 1 Settembre 2020

La Comunità Pastorale di Bedero-Masciago saluta don Stefano

Dopo 16 anni il parroco lascia le parrocchie della Valcuvia per un nuovo incarico. Il grazie dei fedeli con lettere e doni: "Dimenticare don Stefano sarà impossibile"

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(a cura di Cesi Colli) “Finito”: è stata la prima parola che è venuta in mente al termine della celebrazione della S. Messa di domenica 30 agosto da parte di don Stefano Ghiringhelli, il nostro parroco di Bedero-Masciago.

Tutto si è svolto nella piena normalità, come ha desiderato lui, che non ha voluto nessuna cerimonia particolare. Solo alla fine della S. Messa, si è avvicinato all’ambone, come se dovesse dare i soliti avvisi. Questa volta erano, però, speciali: “È l’ultima Messa domenicale…”.

“Ultima”: è questa parola che i suoi parrocchiani fanno fatica ad accettare perché sedici anni della presenza del “loro don” sono tanti! Don Stefano ha pronunciato poche parole: martedì consegnerà le chiavi al Vicario e firmerà la rinuncia alla parrocchia. Questa la burocrazia, fredda e implacabile. Ha poi ringraziato tutti coloro che hanno collaborato con lui e si è scusato anche per i momenti in cui abbiamo forse anche dovuto “sopportarlo”. Le ultime persone che incontrerà saranno i malati, quelli inchiodati in un letto, che non possono venire in chiesa: un pastore deve abbracciare tutti. Una raccomandazione finale ai suoi parrocchiani: “Accogliete il nuovo parroco con lo stesso affetto che avete avuto per me!”.

La commozione nelle sue parole era palpabile e la trasmetteva anche a noi, che ascoltavamo in un attento silenzio. Ha poi ringraziato per le tante lettere che ognuno di noi ha scritto per lui e che gli sono state donate raccolte in una bella scatola. Anche gli adolescenti gli hanno regalato un video, in cui ciascuno gli testimoniava il suo affetto e il suo ringraziamento. Questi sono stati forse i regali più belli che la comunità poteva fargli, anche se, naturalmente, don Stefano ha ringraziato anche per quelli “più materiali”. Era stupito per tanto affetto e riconoscenza. Spontaneo il lungo applauso che ne è scaturito, che sembrava non finire mai.

Altro momento importante di saluto, voluto espressamente da don Stefano, è stato il Consiglio Pastorale, allargato a tutta la comunità, che si è tenuto mercoledì a Bedero Valcuvia e giovedì a Masciago Primo. Numerose le persone presenti: si avvertiva in tutti un senso di spaesamento poiché per il futuro le incognite sono molte, soprattutto perché non c’è nulla di certo. Come farà con cinque parrocchie il nuovo parroco? Dove risiederà? Quando arriverà? Come opereranno i gruppi? Domande per il momento senza risposta: don Stefano ha solo raccomandato di presentarsi al nuovo parroco, dicendo semplicemente quale fosse il ruolo che ognuno ricopriva in parrocchia e dando la propria disponibilità a collaborare.

I laici devono impegnarsi a continuare il loro “lavoro” per  non lasciare morire quanto costruito in sedici anni, tante volte anche con fatica. La nostra comunità era abituata molto bene, con un parroco molto attivo e sempre presente. L’accuratezza delle liturgie di don Stefano era ineguagliabile: curate fin nei minimi particolari, dai paramenti ai canti, dagli addobbi alle preghiere, dai fiori allo stuolo di chierichetti che contornavano l’altare. Ora l’incertezza… nella consapevolezza che non potrà più essere come prima.

Nella comunità di Bedero-Masciago esiste, infatti, un forte volontariato, che opera nei gruppi  Caritas, Missioni, Catechismo, Liturgia. Impossibile enumerare tutte le altre mille attività. Il “Bollettino parrocchiale”, che oltre a uscire regolarmente nell’ambito comunitario, racconta la vita della parrocchia anche sulla stampa locale. Il gruppo “Volontari lavori manuali” di Bedero, che, in una edizione straordinaria del giornalino, ha ringraziato don Stefano “perché in questi anni, con le sue idee e le sue iniziative più disparate e impensabili, ha saputo coinvolgerli, rafforzando anche l’amicizia tra loro e facendo scoprire il bello di poter lavorare insieme per qualcosa di interessante per la parrocchia… Volontari non più giovani, che hanno ritrovato l’entusiasmo per essere utili non solo  al parroco, ma soprattutto alla comunità”. Uno dei più attivi e creativi è sempre stato “il Cadei”: con affetto abbiamo pregato per lui per fargli sentire la nostra vicinanza nella sua lotta contro la malattia. Anche i volontari di Masciago hanno ringraziato il parroco perché “ha portato avanti una preziosa opera di recupero, salvaguardia, conservazione e valorizzazione dei bene artistici, storici e culturali del loro piccolo Comune. Pensano che dimenticare don Stefano sarà impossibile: ogni particolare architettonico, ben curato e valorizzato, parlerà di lui…”.

Ai giovani mancherà don Stefano. Era riuscito ad avvicinarne un folto gruppo, che, oltre la presenza in oratorio, lo aiutava nel preparare e gestire il Grest di Bedero, che raccoglieva ragazzi da tutta la valle. La spina nel suo cuore è, però, come capita in tutta la chiesa, che per molti dei suoi ragazzi l’incontro con Gesù Cristo è ancora lontano.

La comunità, in una lettera a lui indirizzata, lo ha ringraziato “per il profuso impegno educativo nei loro confronti. Oltre che parroco è stato con loro anche amico: ha giocato, ha cantato, li ha compresi e consigliati, cercando di trasmettere loro l’amore di Gesù”.

La stessa lettera conclude con la certezza e l’augurio che “il Signore dia a don Stefano sempre serenità per continuare con letizia il suo ministero sacerdotale, nella convinzione che con il suo carisma e la sua tenacia saprà ricominciare e intraprendere con entusiasmo il nuovo incarico, trasmettendo la bellezza del suo sacerdozio e dell’incontro con Cristo”. Il nostro ricordo e la nostra preghiera lo accompagneranno sempre. (Foto © Luca Luppi)

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