Dopo il restauro che ha interessato Palazzo Verbania, conclusosi con l’inaugurazione nel maggio 2019, le sale hanno accolto l’archivio letterario di Vittorio Sereni e di Piero Chiara. L’archivio comprende anche il Fondo Sereni e il Fondo Mondadori, ai quali si è aggiunta la biblioteca personale del poeta luinese.
Numerose richieste giungono ogni giorno da tutt’Italia e dalla Svizzera per consultare i documenti conservati, punti di riferimento per studiosi di ogni genere e fonte inesauribile di informazioni utili alla stesura di tesi di Laurea e di Dottorato.
L’interesse, principalmente rivolto agli scritti di Vittorio Sereni, non si limita ai soli temi di natura letteraria ma anche all’immenso lavoro da curatore editoriale e direttore che l’autore svolse per Pirelli-Mondadori dagli anni Sessanta in poi, periodo nel quale portò alla luce numerosi nomi diventati poi centrali nel panorama letterario italiano come Antonio Tabucchi e Barbara Alberti.
Motivo di grande interesse sono anche i numerosi libri facenti parte della collana “I Meridiani”, raccolta editoriale che Sereni fondò per Arnoldo Mondadori la quale raccoglie opere di autori appartenenti a diverse epoche.
Ma Palazzo Verbania non è solo custode di una memoria scritta preziosa e certamente importante: recentemente, infatti, ha accolto Daniela Lodi, figlia dello scultore Leone Lodi al quale Sereni, come testimoniato in uno scritto esposto nella vetrinetta al secondo piano, si interessava per il grande valore della sua produzione. Presso l’archivio di Vittorio Sereni, infatti, sono presenti cinque testine di gesso e terracotta realizzate dal’artista negli anni Venti e Trenta.
Insomma quello dello storico e studioso luinese Federico Crimi e della direttrice artistica, la dottoressa Chiara Gatti, è un lavoro certosino di ricerca utile non solo per valorizzare i due archivi, ma anche per farli rivivere grazie alle richieste e alle iniziative di studiosi e ricercatori provenienti da tutta Italia.
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