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Luino | 11 Luglio 2020

“Fra le righe…”, suspence e forti emozioni nei libri per l’estate in riva al lago

Nella nuova puntata della rubrica dedicata ai consigli di lettura, due romanzi di autori francesi che si dividono tra mistero e voglia di rinascita. Ecco quali sono

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(A cura di Maria Giulia Baiocchi) Torna “Fra le righe…” la rubrica dedicata ai consigli di lettura che dalle pagine cartacee de L’eco del Varesotto ha trovato casa su quelle digitali del nostro sito, e che dopo l’esordio dedicato ad alcuni interessanti spunti per i più giovani, torna con due consigli per i lettori più maturi e per il loro relax sotto l’ombrellone o durante una pausa da questo caldo estivo che si fa già parecchio sentire.

Michele Bussi, autore francese fra i più in voga del momento, ci regala un altro dei suoi romanzi ricchi di suspence e colpi di scena, “Usciti di Senna” (Edizioni e/o, pp. 467, € 17). Bussi, nato in Normandia , insegnante di Geografia politica presso l’università di Rouen, mescola fatti storici e luoghi geografici reali a vicende e personaggi inventati, creando piacevolissimi libri dove niente è mai come appare.

Partendo dalla storica parata di velieri delle marine militari di tutto il mondo, che si svolge ogni cinque anni a Rouen, Bussi – attraverso la giornalista Maline – ci coinvolge in una storia che spazia dai sogni utopistici dei pirati ripresi dagli anarchici, a tesori realmente perduti, a patti suggellati con il sangue. Un marinaio messicano viene trovato assassinato. Questo è l’inizio, poi sarà tutto un turbinio di avvenimenti capaci di tenere incollato il lettore sino all’ultima pagina.

E’ strana la storia di Violette Toussaint, la protagonista del romanzo “Cambiare l’acqua ai fiori” (Edizioni e/o, pp.473, € 18) scritto da Valérie Perrin. Violette ha avuto un’infanzia triste, è cresciuta in un orfanotrofio e in sé porta il dolore di essere stata rifiutata dalla madre. Sposatasi giovanissima con un ragazzo bello e immaturo, è tutta presa dalla nascita della sua bambina. Violette, donna matura, è ormai divisa dal marito e di lavoro fa la guardiana ad un piccolo cimitero, occupazione che le permette di vivere dignitosamente.

L’attività, a dispetto del luogo in cui risiede, le regala la possibilità di incontrare tanta gente che, venuta a posare un fiore sulla tomba dei propri cari, si ferma a chiacchierare con lei in un continuo scambio di confidenze. Una fra tutte, quella di una donna che vuole essere sepolta nella tomba di uno sconosciuto, o così pensa il figlio allibito dalle ultima volontà materne. Violette ascolta tutti, pacata e apparentemente tranquilla, solare e forte. Eppure, anche la sua esistenza è stata violentata dalla morte e la sua lenta risalita è una lunga e faticosa scalata.

“Cambiare l’acqua ai fiori” è un libro a tratti poetico, pieno di forza come la protagonista che porta con grazia il delicato nome di un fiore e che, pur avendo sofferto molto, inconsapevolmente non ha mai perso la speranza di rinascere.

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