Bedero Valcuvia | 3 Luglio 2020

Bedero Valcuvia, chiuso temporaneamente il centro di accoglienza “Albergo Sacro Cuore”

Dai responsabili c'è desiderio di rinnovamento nell'organizzazione per rispondere meglio alle esigenze e alle situazioni di povertà che attraversano il territorio

Riaperto a Bedero Valcuvia il centro di accoglienza “Albergo Sacro Cuore”
Tempo medio di lettura: 3 minuti

(a cura di Cesi Colli) L’ascolto della Parola porta a vedere il bisogno. Il servizio è il frutto maturo dell’ascolto e del vedere. Senza il servire la Parola diventa sterile. È stata, dunque, la Parola che ha guidato e invitato responsabili e volontari Caritas ad aprire gli occhi sulle povertà estreme del nostro territorio e li ha spinti a servirle.

Abbiamo incontrato molte persone che avevano perso il lavoro e di conseguenza, non potendo più pagare il mutuo, anche la casa. Trovarsi in questa condizione porta immediatamente in uno stato di grave marginalità e povertà estrema, dove la povertà non ha solo un significato socioeconomico, ma investe in toto la situazione esistenziale della persona. La perdita del lavoro può rappresentare, infatti, una perdita di dignità, di relazioni, di autonomia, di certezza, di “posto nel mondo” che può condurre a sentimenti di frustrazione e di scoraggiamento.

Di fronte a certe situazioni di fragilità temporanea, occorre intervenire in tempo per far in modo che non si trasformino in disagio ed esclusione sociale permanente.

Per questi motivi a Bedero Valcuvia è nato il centro di accoglienza “Albergo Sacro Cuore”: quattro alloggi per ospitare temporaneamente persone in difficoltà, sia italiane che straniere, che vengono sollevate dalle spese di affitto e di gestione. La sicurezza di avere un tetto, uno spazio proprio, aiuta a ritrovare la forza di desiderare il futuro, piuttosto che temerlo, anche se è fondamentale che gli ospiti capiscano la valenza della possibilità loro offerta e si impegnino personalmente per uscire dalla propria situazione di disagio. Altrimenti tutto è vano… Con alcune persone, infatti, non si è riusciti ad arrivare agli obiettivi prefissati, ma non ci si è mai scoraggiati.

La gestione è affidata alla Fondazione Caritas della Diocesi di Como, in collaborazione con la cooperativa Agrisol e la parrocchia bederese.

L’Albergo ha funzionato in questi anni bene: ognuno è stato aiutato, secondo le sue esigenze, da educatori professionali e volontari, supportati da psicologi e assistenti sociali, che hanno avviato percorsi di reinserimento lavorativo e sociale, cercando di dare alla maggior parte delle persone ospitate il tempo necessario a stabilizzarsi e a riorganizzare le proprie risorse per ritrovare l’autonomia. Essere ospiti di una Housing Sociale, vuol dire anche responsabilità e rispetto di alcune regole, come tenere pulita la casa e le pertinenze comuni, oltre magari svolgere alcuni lavoretti in parrocchia perché si viene a fare parte di una comunità.

Oggi, dopo tanti anni di progetti di ospitalità, causa concomitante anche l’improvviso arrivo del coronavirus, si è avvertita l’esigenza di un rinnovamento dell’organizzazione operativa, per rispondere meglio alle esigenze del territorio e alle sempre più numerose povertà che si incontrano. Occorre rivisitare ciò che si è fatto, e alla sua luce fare nuovi progetti, trovando e osando migliori soluzioni. Si è così deciso di sospendere l’attività, chiudendo la casa, per poi riaprirla prossimamente.

Purtroppo un appartamento è rimasto abusivamente occupato da alcune persone, che non hanno capito la funzione di una Housing Sociale, che non è e non può essere una casa in cui insediarsi stabilmente, ma è solo una abitativa temporanea per coloro che sono impossibilitate ad accedere alla locazione di alloggi alle condizioni di mercato: è solo un periodo di attesa per raggiungere l’autonomia abitativa. Anche questa situazione fa parte delle difficoltà insite in questa attività. È il rischio del lavoro!

“Appena arrivato in uno degli alloggi di Bedero Valcuvia – racconta un ospite – ho subito trovato persone disponibili e disposte ad aiutarmi, persone semplicemente fantastiche, delle quali mi sono subito fidato e con le quali ho trovato il coraggio di aprirmi, raccontando le mie difficoltà. Non mi pareva vero di avere trovato una casa, anche se temporanea! Ho così iniziato il mio percorso con loro e ho capito che da soli non si può andare da nessuna parte, che occorre essere coscienti del fatto che in alcune situazioni l’aiuto di altri è indispensabile. A queste persone mi sento solo di dire un infinito grazie per tutto quello che hanno fatto per me perché oggi ho ritrovato un motivo per riprendere in mano la mia vita e a breve riavrò una sistemazione tutta mia”.

E allora? Lavoriamo e riorganizziamo per riaprire non solo le porte, ma anche il cuore ai fratelli che la vita ha duramente provato.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127