Luino | 2 Luglio 2020

Luino, Palazzo Verbania riapre con la mostra “Spazio e Ferro” del maestro Angelo Bozzola

Dall'11 luglio fino al 15 settembre saranno esposti a Palazzo Verbania i lavori dell'artista Angelo Bozzola, membro del Mac in un percorso in armonia con la natura

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Palazzo Verbania riapre, dopo la chiusura forzata dovuta al Covid 19, con una mostra di Angelo Bozzola (1921-2010), artista legato al Mac, il Movimento Arte Concreta, fondato nel 1948 a Milano cui facevano parte artisti eminenti quali Monnet, Veronesi, Dorfles, Soldati, Munari e molti altri. Questa corrente artistica è un particolare tipo di astrattismo basato sulla ripetizione di forme geometriche elementari, frutto di studi a cui l’artista novarese ha dedicato gran parte della sua vita.

Originario di Galliate, Angelo Bozzola è nato in una famiglia di contadini, le sue origini hanno sempre rappresentato un punto fondamentale nella sua successiva produzione “non solo la mia vita di uomo ma anche di scultore e di pittore- dichiara l’artista in uno scritto riferibile agli anni 50- non sarebbe nemmeno immaginabile senza amore per la natura”.

Da questa passione e studio per la natura, ridotta all’essenzialità delle sue forme, nascono monumentali sculture, dipinti e bozzetti che saranno esposti, presso Palazzo Verbania a partire dall’11 luglio fino al 15 settembre, nella mostra “Spazio e Ferro”, realizzata sotto la supervisione di Chiara Gatti, nuova direttrice artistica di Palazzo Verbania, in collaborazione con la “Fondazione Angelo Bozza”.

La mostra inizia con un percorso in esterno pensato sia nella logica del distanziamento, sia per valorizzare lo splendido progetto dei giardini dove si può passeggiare all’aria aperta immersi tra le sculture monumentali realizzate dall’artista tra gli anni Cinquanta e Sessanta installate nel parco a lago del Palazzo: Funzione-Sviluppo di Forma Concreta (1958), Iterazione (1962) e la grande Funzione-Sviluppo di Forma Concreta (1955). Queste sculture affacciate sul lago, sono in dialogo col paesaggio e in armonia con le forme della natura, composte da una “mono-forma” che si moltiplica e crea sequenze infinite le sculture riescono a spiccare sullo sfondo delle montagne, senza essere in contrasto con il paesaggio in cui sono immerse.

Il percorso prosegue nella sala mostre, dove la medesima forma modulare delle sculture esterne ricorre nei dipinti, tele orchestrate con giochi di colori e incastri geometrici. Completa la mostra una vetrina con i bozzetti e i modelli studiati dal grande scultore prima di trasferire le sue forme plastiche e dinamiche nella dimensione monumentale dei suoi colossi di ferro.

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