Roma | 28 Marzo 2020

Coronavirus, “Si lavora per la riapertura del valico di Zenna”

Ad annunciarlo è il deputato M5S Niccolò Invidia, che aggiunge: "Preoccupato per il desiderio assurdo di riaprire molte attività in Svizzera lunedì. Temo il peggio"

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Si lavora per la riapertura del valico di Zenna, fatto non soltanto illogico ma un’offesa a chi lavora per fornire l’imprescindibile a quel territorio”. A dirlo è il deputato del Movimento 5 Stelle, Niccolò Invidia, che insieme al collega senatore Alessandro Alfieri, negli scorsi giorni aveva affrontato il tema che desta grande preoccupazione per i frontalieri che percorrono la SS394 ogni giorno per andare a lavorare in Canton Ticino.

Questi frontalieri fanno lunghi turni in ospedale o per riempire gli scaffali dei supermercati del Ticino e poi devono aggiungere un’ora o più di viaggio inutile – prosegue Invidia -, perché si è deciso che è più comodo non tenere una frontiera aperta per loro. Dopo la segnalazione, le autorità ticinesi e dell’ambasciata si sono adoperate per risolvere la questione che resta in capo a Berna”.

“Ho avuto poi modo di scrivere ad alcune autorità bernesi – va avanti il deputato M5S originario di Maccagno con Pino e Veddasca – perché si adoperino alla riapertura di quel paio di frontiere della provincia imprescindibili per chi ogni mattina va a garantire i servizi ticinesi“.

“Come è noto sono per la chiusura dei valichi tranne che per il personale medico e di poche altre fattispecie, ma l’attuale situazione di disservizio pare essere da parte di Berna, quella di chi vuole la botte piena e la moglie ubriaca. È davvero un po’ troppo. Vi riporterò ogni aggiornamento. Colgo poi con preoccupazione il desiderio assurdo di riaprire molte attività in Svizzera lunedì. Temo il peggio”, conclude Invidia.

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