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Luino | 28 Gennaio 2020

Ospedale di Luino, “Lecite e non inutili le domande sulle tempistiche per superare le criticità”

Prosegue il botta e risposta tra Lega ed M5S, con il consigliere grillino Fumagalli che ribatte alle accuse di "interrogazioni ridonanti" su quinto piano e tetto

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“I grillini potrebbero tranquillamente evitare di sottoporre alla Giunta un gran numero di interrogazioni inutili e ridonanti“, aveva affermato alcuni giorni fa il consigliere regionale Emanuele Monti, in riferimento ai quesiti sul futuro dell’ospedale di Luino portati in primo piano, ancora una volta, da un esponente del Movimento Cinque Stelle, in questo caso fuori dai confini della città lacustre, dove comunque resta massima l’attenzione e la sensibilità, rispetto al tema, non solo da parte degli attivisti grillini ma anche della minoranza luinese e più in generale di tutta la comunità.

Rifacimento del tetto, ristrutturazione del quinto piano, disagi e mancanze nel servizio per la neuropsichiatria: questi i principali problemi evidenziati nell’ultima interrogazione a firma del consigliere regionale M5S, Marco Fumagalli. Problemi che, a detta di Emanuele Monti, la Regione ha già risolto da tempo, facendo fronte alle criticità con il personale della neuropsichiatria e stanziando un budget di 700mila euro per il rifacimento del tetto e per il quinto piano del nosocomio luinese, fronti – questi ultimi – per i quali sono in corso le procedure burocratiche relative alla gara d’appalto e dunque all’assegnazione dei lavori.

Dallo stesso Monti, solo alcuni giorni fa, è dunque partita l’accusa, rivolta al Movimento, di sferrare attacchi demagogici per il semplice gusto di farlo. Accuse gravi, ribatte oggi dalla sponda grillina Fumagalli, che esprime ulteriore disappunto per il modo con cui la Lega, tramite il presidente della commissione regionale Sanità, ha etichettato le richieste finalizzate a conoscere stato dei lavori e tempistiche sui temi caldi inerenti la struttura di via Forlanini.

“Mi sento in dovere di ribadire – ha affermato Fumagalli – che le interrogazioni hanno una utilità precisa e riconosciuta all’articolo 13 dello Statuto d’autonomia della Lombardia, ed è quindi necessario che la Regione risponda in modo esaustivo e non in modo evasivo o raffazzonato. Pertanto, considero nulla la risposta alla mia interrogazione, in quanto non costituisce un vero riscontro. Il presidente Monti – ha sottolineato ancora Fumagalli in conclusione – si adoperi nell’interesse dei cittadini lombardi affinché venga fatta chiarezza sulla questione, anche tramite la soddisfazione delle mie prerogative consiliari”.

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