Porto Ceresio | 21 Ottobre 2019

Porto Ceresio, “Che fine farà il Botel di Porto Ceresio?”. Risponde la sindaco Jenny Santi

A chiederselo è la minoranza, in una lunga lettera per fare il punto dopo due anni di sperimentazione. La sindaco Santi: "Esiti positivi, arriveranno gli altri moduli"

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa firmato dalla minoranza di Porto Ceresio – Domenico Carcillo, Riccardo Giovati, Claudio Renon e Fiorella Basile – inerente il bilancio dell’attività turistica svolta dal Botel 2.0, albergo galleggiante ed ecosostenibile, inaugurato circa due anni fa davanti, al lungolago Alessandro Vanni.

Una sperimentazione applicata mediante la posa di un primo modulo della struttura (in totale dovranno essere cinque) che la minoranza ritiene ad oggi poco soddisfacente, nonché dannosa dal punto di vista dell’impatto prodotto sul paesaggio.

“Oltre due anni fa – si legge nella lettera – il sindaco Santi annunciava con clamore l’avvento a Porto Ceresio del Botel, a suo dire ‘l’albergo galleggiante a impatto zero, la prima realizzazione del genere in Italia, una vetrina e un fiore all’occhiello per Porto Ceresio’. L’annuncio suscitò, oltre alla nostra perplessità, una certa curiosità. Così attorno al Natale 2017 veniva posato sulle acque di fronte al parco giochi di via Roma, un modulo prototipo del Botel. Oggi al di là dell’entusiasmo del sindaco abbiamo visto di cosa si tratta. Quel modulo, quasi sempre chiuso, è solo un assaggio di quel che potrebbe essere il vero Botel, cioè l’hotel posato sulle acque del Ceresio”.

Il giudizio dei passanti alla sua vista è unanime – prosegue la minoranza -un parallelepipedo vetro metallico del tutto stonato rispetto all’ambiente, che impedisce già da solo la vista in un angolo di paradiso. Immaginiamo l’impatto sul lago qualora venisse realizzato il vero progetto, che consiste in cinque unità galleggianti di 12 metri per 5 ciascuna da adibire a funzioni ricettive, due suites per unità. Altro che impatto zero. La minoranza manifestava subito il proprio dissenso sul progetto con una interpellanza del 2017, in cui poneva una questione di opportunità sull’installazione del Botel, in termini ambientali e di paesaggio. Risorsa non considerata dal sindaco che si limitava a considerare solo le presunte emissioni zero della struttura. Si poneva l’accento sull’impatto visivo che avrebbe avuto la struttura, facendo notare al sindaco che la superficie del lago è il luogo delle barche, non degli hotel”.

“Ma veniamo allo stato dei fatti del Botel – proseguono i consiglieri – considerato che molti si chiedono perplessi a che punto sia il progetto. Vogliamo così rendere un servizio pubblico di trasparenza, dando le informazioni di cui siamo venuti in possesso, con l’esame delle carte. Il mega progetto dell’hotel galleggiante per fortuna al momento è solo una intenzione. Molti però si chiedono quale sia la funzione di quel singolo modulo. Diciamo che quel modulo è stato posato a scopo dimostrativo di quello che potrebbe essere un hotel sulle acque del lago composto da almeno cinque unità simili. E’ dunque lì per promuovere una operazione commerciale che deve trovare l’investitore. Il modulo fu posato quasi due anni fa con autorizzazioni di natura sperimentale e provvisoria, rilasciate da diversi enti e riferibili alla singola unità ‘informativa’. In ordine di tempo vennero prima il parere positivo della giunta comunale all’attracco sulla nostra passeggiata, poi l’autorizzazione paesaggistica della Provincia e un mese dopo l’autorizzazione demaniale temporanea dell’Autorità di Bacino“.

“Poteva il sindaco Santi negare l’autorizzazione all’attracco ? – si domanda la minoranza – Noi riteniamo di sì. Innanzitutto per una ragione ambientale, di tutela e salvaguardia del paesaggio e della nostra costa. Alcune decisioni non andrebbero mai assunte così facilmente, considerate anche le indicazioni contenute nella Valutazione Ambientale del PGT. Le autorizzazioni degli altri enti, non avrebbero avuto senso di fronte al rigetto della richiesta da parte del Comune. Ma anche il vantaggio economico per il Comune stesso. Anzi, la ‘prescrizione/condizione’ posta dall’ufficio Tecnico di presentare al termine della sperimentazione la richiesta di ‘permesso di costruire’, con versamento dei relativi oneri e monetizzazione dei parcheggi, è stata poi contestata dalla società con un parere legale a sua volta contestato dall’ufficio Tecnico, che invitava la società a rispettare la prescrizione o a rimuovere la struttura”.

“Infine leggiamo che secondo il parere richiesto all’Autorità di Bacino, ‘La struttura è da intendersi unità di navigazione in quanto galleggiante e se in grado di avere una propria direzione di moto‘. Cosa che a noi non pare! Allora ci chiediamo – concludono i consiglieri – quel breve parere vale anche per le competenze del Comune? Sbagliava l’ufficio Tecnico? Quel singolo Botel e tanti Botel che formano un albergo sono tante unità di navigazione anche per il sindaco? Il Comune a cui così ora rimane solo un misero canone annuo di 250 euro, e domani potrebbe ritrovarsi un albergo sulle acque del lago, rinuncia così facilmente ai suoi introiti, dopo aver rinunciato a considerare l’impatto sul paesaggio? Sono domande retoriche, ma se il sindaco e il Comune rinunciano al governo e alla tutela della costa, oltre alla beffa economica c’è davvero il rischio, una volta creato il precedente, che non solo il Botel ma qualsiasi struttura galleggiante possa d’ora in poi essere poggiata sul lago di fronte alle nostre coste. tanto valeva negare subito l’attracco!“.

Si fermino in tempo allora sindaco ed altri enti coinvolti: Provincia e Autorità di Bacino – avvertono ancora gli autori della lettera – Il nostro territorio deve essere protetto da un consumo speculativo, inutile e dannoso. Bisogna ricordare che la costruzione negli anni passati della bella passeggiata al lago, aveva avuto proprio lo scopo ed il merito di rendere a tutti fruibile la vista del lago, e del suo panorama, in un rapporto di contemplazione e non di uso e abuso della natura”.

Dal canto suo il sindaco Jenny Santi, già nella giornata di ieri – tramite il quotidiano La Prealpina – aveva sottolineato la bontà del progetto e i risultati raggiunti dopo la posa del primo modulo del Botel: “Gli esiti positivi dell’esperimento sono stati presentati in Comune e il progetto è stato oggetto di una tesi di laurea al Policlinico di Milano, di studi all’Università di Macerata ed in quella statunitense di San Francisco – ha spiegato Santi sulle pagine del quotidiano locale -. Se ancora non è stata realizzata la struttura ricettiva prevista, è perché gli uffici hanno dovuto approfondire la normativa in materia, trattandosi di un’opera innovativa senza precedenti in Italia, mentre ve ne sono all’estero, per esempio in Canada. Tuttavia, le autorità competenti, si sono espresse positivamente sull’installazione degli altri modulo, che saranno collocati a fine passeggiata in modo da non avere alcun impatto sulla visuale del lago”.

Anche sul fronte dei vantaggi economici, il sindaco ha citato alcuni obiettivi raggiunti, tra cui la partecipazione ad un progetto Asset, con ripercussioni positive per gli esercenti, e un ritorno di immagine per Porto Ceresio e per il lago.

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