Maccagno con Pino e Veddasca | 29 Settembre 2019

Maccagno, il Tar respinge il ricorso della minoranza: la scheda contestata rimane nulla

Decade il primo filone portato avanti da "Idea Comune" dopo il caso del primo turno. Compagnoni dovrà pagare anche le spese in giudizio in favore del Comune

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“Avevo detto ai componenti della mia lista che sarebbe stato difficile, ma che era giusto provarci. A stabilire la validità della scheda che abbiamo contestato doveva essere necessariamente il Tar”. Così il consigliere di minoranza (Idea Comune), Davide Compagnoni commenta l’esito della sentenza del Tribunale Amministrativo per la Lombardia che, nella giornata di ieri, si è pronunciato sulla scheda dichiarata nulla, con chiara intenzione di voto, a causa della compilazione avvenuta tramite l’utilizzo di una penna e non della matita copiativa.

Sulla sentenza, mentre ancora non sono state rese note le motivazioni, si legge che “Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna il ricorrente al rimborso delle spese di giudizio in favore del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca che liquida in 4mila euro, oltre gli accessori di legge se dovuti”.

E così, sarà proprio l’avvocato Davide Compagnoni a dover pagare le spese in giudizio, dopo il respingimento del ricorso per un caso politico che, ancor oggi in paese, è sulla bocca di tutti i cittadini che si interrogano sul futuro dell’ente. La maggioranza e il sindaco Fabio Passera, però, che da settimane ha affermato anche alla nostra redazione di essere sereno, possono archiviare la questione del Tar, che così conferma il risultato dello scorso 26 maggio, quando le due liste si erano fermate ad 802 voti ciascuna.

Rimane in piedi, invece, l’altro filone post voto, quello legato alle irregolarità denunciate dai consiglieri comunali di minoranza di “Idea Comune” lo scorso 13 agosto: il primo riguarda il pacchetto di voti, in cambio di soldi, offerto a Compagnoni da un uomo, con l’obiettivo di far vincere le elezioni all’avvocato maccagnese, mentre il secondo, sempre come denunciato dalla minoranza, è legato al rilascio di alcune tessere elettorali, causa smarrimento, con le richieste firmate non dai diretti interessati, ma dalla penna di un consigliere comunale in carica. Su questo asse, però, le indagini della Procura della Repubblica di Varese sono ancora in corso.

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