Roma | 13 Agosto 2019

Scuolabus e bilanci comunali, norma a rischio per la crisi di governo

Uncem, l’associazione dei Comuni montani, preoccupata, il presidente Bussone: "Limbo pericoloso, soluzione lontana se decreto non va in gazzetta e non viene convertito"

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Il presidente di Uncem, l’Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, Marco Bussone ha rilasciato un comunicato in merito alla norma “Salva Scuolabus” contenuta nel Decreto scuola e a rischio a causa della crisi di governo. Dopo la decisione della Cassazione, il tema era stato anche oggetto di dibattito in consiglio comunale a Luino lo scorso 31 luglio.

L’episodio che ha dato origine alla norma è accaduto in un comune del Novarese, Biandrate, che ha fatto richiesta di concedere il servizio scuolabus gratuito alle famiglie. I giudici amministrativi però avevano respinto la richiesta, sottolineando che le spese del servizio in questione, considerato di trasporto pubblico, dovessero essere integralmente a carico dell’utenza e non delle casse comunali.

Subito le associazioni di enti locali come Anci si sono schierate dalla parte delle famiglie, ma soprattutto Uncem che riunisce i comuni più piccoli che sono quindi spesso sprovvisti di scuole e per questo obbligati a organizzare il trasporto degli studenti in altre cittadine.

Di seguito le parole di Bussone:

“Sulla norma ‘salva scuolabus’, contenuta nel Decreto scuola, pesa la crisi di Governo. Il Decreto è stato approvato ‘salvo intesa’ nel Consiglio dei Ministri. La questione dei precari della scuola da assorbire nelle piante organiche non ha infatti messo d’accordo le due forze di Governo. Così anche la norma scuolabus, che modifica il decreto legislativo 63 del 2017, rischia di morire prima di nascere. E di non andare in Gazzetta Ufficiale il 28 agosto come annunciato da diversi Parlamentari.

Uncem lo aveva detto, qualche giorno fa: risultato raggiunto sì, ma aspettiamo l’intesa prima di cantare vittoria, aspettiamo la pubblicazione del Decreto e la sua conversione. C’eravamo arrabbiati nei giorni scorsi perché in Parlamento, prima del mese e mezzo di ferie fissato dai Presidenti delle Camere, non si era intervenuto su una norma che riguarda migliaia di piccoli Comuni, in particolare montani, che sarebbero di fatto impossibilitati a cofinanziare o finanziare interamente lo suolabus.

Rimaniamo in attesa, sospesi, e senza troppa fiducia alla vigilia di una settimana nella quale si capirà che fine fa il Governo. E anche il Decreto Scuola. Ancora una volta, le autonomie locali sono appese, per una questione non certo banale, ai litigi politici di rappresentanti eletti. La democrazia, le esigenze concrete del Paese, delle famiglie in questo caso, degli Enti locali, delle imprese, restano nel limbo delle polemiche, delle contrapposizioni, della mancanza di visione e di futuro.

Tutto fermo, ancora una volta. Mentre noi, Comuni, piccoli, montani, efficaci e senza debiti, i servizi continuiamo a garantirli, allo sviluppo locale vogliamo continuare a pensare, a lavorare. Con un vuoto di potere centrale, con una mancanza di politica e politici, che di certo non fa bene all’Italia vera, delle comunità, delle aree interne e montane. Stiamo a vedere che succede. Ma oggi, sugli scuolabus e i bilanci comunali, dopo le sentenze della Corte dei Conti, non siamo affatto tranquilli“.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127