Luino | 5 Giugno 2019

Il futuro di Palazzo Verbania scuote il consiglio comunale: dubbi e perplessità della minoranza

Agostinelli, che ha richiesto anche le dimissioni, ha reso nota la spesa del comune: 515mila euro dai ristorni. Pellicini: "Strada giusta, ora collaborazione attiva"

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Dopo il successo indiscusso dei primi appuntamenti pubblici a Palazzo Verbania – dal bagno di folla dell’inaugurazione al tutto esaurito della scorsa settimana per assistere alla lezione del filosofo Massimo Cacciari – il tema della prestigiosa struttura, riqualificata e restituita alla comunità per il rilancio della vita culturale cittadina, ha raggiunto nella serata di ieri i banchi del consiglio comunale.

Un confronto acceso tra amministratori su impressioni generali e prospettive circa la gestione del nuovo gioiello di viale Dante, voluto dalla minoranza durante le considerazioni iniziali dell’assemblea per spingere lo sguardo oltre il fisiologico ottimismo scaturito dal recupero dell’edificio, così importante non solo per la collocazione urbanistica ma anche e soprattutto per la sua storia.

Diverse le osservazioni – ma anche le preoccupazioni – avanzate in prima battuta dal consigliere Pietro Agostinelli, e poi condivise dai colleghi di minoranza. Il nuovo palazzo sarà all’altezza del suo glorioso passato? Il cartellone di iniziative rispecchierà la tradizione del luogo? Acquisirà un potenziale turistico di rilievo?

Ci sono perplessità, tra le file della minoranza, per alcune piccole “anomalie” che colte complessivamente rischiano di dare l’impressione di uno stato lavori ancora in essere, nonostante l’avvenuta inaugurazione. Nell’elenco presentato ai colleghi dal consigliere di minoranza figurano ad esempio alcune piastrelle traballanti in terrazza, fili della luce a vista e senza lampade installate, intonaco non rasato in alcuni punti. Non convince poi – sempre nella visione di Agostinelli – la mancanza di un sistema di allarme e di telecamere, ma anche il fatto che il palazzo rimanga illuminato durante le ore notturne, così come l’aiuto chiesto ai dipendenti comunali per presidiare le sale (“maggiori costi per gli straordinari, maggiori costi per la collettività”).

Ed è proprio sul versante dell’impatto economico, generato dalla scelta di rilanciare la struttura, che si collocano le rimostranze più incisive del consigliere: “Nel 2014 era stato annunciato il restauro a costo zero per il comune, grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Parole che oggi non sono più attuali, visto che i cittadini hanno contribuito con le loro tasse per la bellezza di 515mila euro“. Cifra in parte derivante dai ristorni frontalieri, “che il comune aveva promesso di stanziare in favore delle frazioni”, ha sottolineato ancora Agostinelli, rifacendosi alla vecchia ipotesi di un restauro a costo zero, con relativi benefici, poi caduta.

Il consigliere di minoranza ha anche chiesto le dimissioni, ma a replicare dai banchi della maggioranza è stato il sindaco Andrea Pellicini, che ha definito un dovere – in virtù dei finanziamenti ottenuti – l’investimento stanziato dal comune, insistendo successivamente sul fatto che la gestione è appena all’inizio e che nonostante i diversi appuntamenti già in calendario per le prossime settimane, occorre ora la collaborazione attiva da parte di tutti: “Stiamo iniziando, dobbiamo fare esperienza, proporremo tante cose, ne sono sicuro. Usiamo questo primo periodo come sperimentazione costante. I riscontri già ci sono e sono ottimi”. Anche sull’apertura del bar interno al palazzo, ancora senza data certa a causa di un bando per la cogestione con privati non andato in porto, il primo cittadino è fiducioso: “Probabilmente non era la strada migliore, troveremo quella giusta e anche l’attività del bar partirà”.

Sull’analisi economica applicata al Verbania c’è un ulteriore aspetto che esula dalle polemiche e si inserisce a sua volta nel quadro di fiducia e ottimismo descritto dal primo cittadino. A portarlo in primo piano è il capogruppo de “L’Altra Luino”, Franco Compagnoni: “Il palazzo conferisce a Luino e al territorio luinese una completezza di identità unica e riconosciuta. L’analisi economica non può che invitare a rendere i contenuti all’altezza di ciò che è stato fatto. Negli oltre 500mila euro che il comune ha integrato c’è quindi tutta la volontà di trovare delle iniziative che pur nobilitando il palazzo riescano a farlo recepire come gioiello del territorio“.

Sulle imperfezioni nel restauro, infine, il consigliere Agostinelli può stare tranquillo: “Tutti i difetti oggetto di segnalazione sono già in cantiere per essere sistemati – ha affermato in conclusione l’assessore Alessandra Miglio -. Sono stati commessi degli sbagli dalle imprese durante i lavori, ai quali verrà posto rimedio, così come verranno definiti alcuni piccoli dettagli su cui abbiamo scelto di sorvolare pur di garantire l’inaugurazione“.

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