Luino | 31 Maggio 2019

Cacciari e il ricordo di Galante conquistano Palazzo Verbania, grande risposta dei luinesi

Introdotto dal professor Roberto Radice, l'accademico ha tenuto una lection magistralis sull'etica del lavoro e sull'umanesimo, con un parallelismo sull'imprenditore

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Un Palazzo Verbania tornato ai fasti di una volta quello che ieri ha accolto in sala conferenze Massimo Cacciari, per una lectio magistralis sulla condizione dell’uomo e sulla modernità dei valori dell’Umanesimo e del Rinascimento, con riferimenti e parallelismi alla figura del compianto imprenditore luinese Gabriele Galante.

Una sala gremita, probabilmente erano più le persone in piedi che quelle sedute, che ha ascoltato attentamente le parole del professore, introdotto da Roberto Radice, docente luinese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che hanno portato tutti i presenti a riflettere in modo approfondito i temi sviluppati del suo ultimo libro, “La Mente Inquieta”, dove reinterpreta storicamente e culturalmente in modo innovativo il mondo umanistico.

Cacciari ha portato gli ascoltatori ad entrare nel mondo dell’Umanesimo, facendo capire quanto le cose siano più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l’attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, con approfondimenti riguardanti il tema della serata, “Opus et Labora”, sull’etica del lavoro e sulla condizione dell’uomo, tra richiami e citazioni filosofiche e riferimenti alla figura di Gabriele Galante.

Opera e lavoro, lavoro e opera, due termine dai quali parte tutto il ragionamento che conduce il professore a riflettere in modo più dettagliato sulla condizione dell’uomo, sulla lingua e sull’importanza della comunità, intesa come strumento nel quale tutti gli individui, in relazione con gli altri, possono trovare la strada per raggiungere i propri fini.

“Quella di Galante è la figura di un imprenditore che lavora, che concepisce il senso dell’impresa, del rischio, dell’innovazione e procede oltre, nell’essere fabbri – esordisce Cacciari -, labor inteso inteso come fatica, che può farti crollare. Chi lo sapeva meglio di Gabriele? Nella sua impresa c’è stato anche questo, il rischio di cadere, ma la mano e la mente, che si concretizzano dell’opus, danno la massima concretezza, non è astrazione”.

Cacciari prosegue poi, sempre tra citazioni filosofiche e riferimenti all’imprenditore, sviluppando concettualmente tutto quello che circonda l’interiorità dell’uomo, passando dalle passioni arrivando ai vizi, allo scorrere del tempo e al corso della vita, alla sua universalità e all’amore nel senso più alto del termine.

“Un grande piacere è stato ricevere la proposta di ricordare papà da parte del professor Massimo Cacciari – commenta Francesca Galante -. Un grazie per l’organizzazione va agli Amici del Liceo, al Liceo Scientifico ‘Sereni’ con la dirigente scolastica Maria Luisa Patrizi, ai Lions di Luino e al comune, che con il sindaco Andrea Pellicini si è reso disponibile per ospitare al Verbania la serata”. Dello stesso parere anche il presidente degli Amici del Liceo, Nunzio Mancuso, che ha posto l’attenzione sulla tradizione filosofica di Luino, dopo Giovanni Reale anche l’opera di Massimo Cacciari.

“Vedere il Palazzo Verbania così gremito, dopo tre anni e mezzo di ristrutturazione, è qualcosa di straordinario – afferma il sindaco Andrea Pellicini -, farlo in ricordo di Gabriele Galante, un mecenate della cultura, un grande imprenditore e sportivo, lo è allo stesso modo. Avere con noi Massimo Cacciari e il professor Radice, inoltre, ridà quella funzione culturale fondamentale che deve avere il Verbania. Una prima meravigliosa serata, dopo il weekend dell’inaugurazione, in cui abbiamo voluto rendere omaggio ad un grande uomo di Luino, insieme ai suoi amici”.

“Sono convinto che a riempire la sala come ieri sera non è stato il titolo dell’incontro – dichiara il professor Roberto Radice -, ma sono stati il ricordo e la dedica al signor Galante, in segno di amicizia e di riconoscenza per quanto ha fatto nella sua vita”.

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