Maccagno con Pino e Veddasca | 22 Marzo 2019

Col FAI alla scoperta di Maccagno inferiore tra imperatori, castelli, torri e una zecca clandestina

In occasione delle Giornate FAI di Primavera due giorni per scoprire scorsi e storie meravigliose, che verranno svelate grazie alle visite previste nel weekend

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Sabato 22 e domenica 23 marzo la nuova delegazione del FAI di Valcuvia, Luino e Verbano Orientale invita tutti alla scoperta di Maccagno. Due i luoghi aperti: la centrale idroelettrica di Ronco Valgrande e il centro storico di Maccagno Inferiore.

La prima è quella fascinosa, imponente opera idraulica che ha imbrigliato le acque del bacino montano nella sella della Forcora, il lago Delio. La visita sarà guidata dai tecnici dell’ENEL che ne sveleranno tutti i segreti.

Più indietro nel tempo, invece, rimanda il secondo percorso, dedicato al centro storico di Maccagno Inferiore. La località ebbe in sorte, i molti secoli fa (nel Duecento) di essere eletta “terra degli imperatori”, ossia “feudo imperiale, terra per sé”. In poche parole, un piccolo fazzoletto di terra dove comandavano gli imperatori del Sacro Romano Impero per il solo tramite della famiglia Mandelli. Per presidiare questo privilegio dalle mire espansionistiche dei vicini (soprattutto di Milano), il piccolo borgo fu massicciamente presidiato: un castello nel cuore dell’abitato, una torre imperiale sulla collina, forse un giro di mura.

I Maccagnesi (quelli di Maccagno Inferiore) guadagnarono in cambio l’esenzione da varie gabelle. Il castello è ancora lì, con le sue quattro torri una delle quali adibita – pare – a prigione. Ma nel fitto reticolo del nucleo di Maccagno, un saliscendi che offre anche inaspettati scorci sul lago e le montagne, cela altri segreti.

L’itinerario, infatti, comprende anche una sosta davanti al fabbricato un tempo adibito a zecca, impiantata ufficialmente dal 1622 in seguito al diritto di batter moneta concesso alla famiglia Mandelli dall’imperatore. Qui, però, con la scusa di batter moneta ufficiale, si coniavano clandestinamente anche dobloni falsi (con minore quantità di metalli preziosi rispetto ai rigidi protocolli imposti), che inondarono per qualche tempo i mercati europei. Un affare a cui gli stessi feudatari, la famiglia Mandelli, non erano estranei.

La visita culminerà sul sagrato della Madonnina della Punta, scenografico promontorio panoramico proteso nelle acque del lago, dove gli alunni delle scuole di Maccagno illustreranno ai visitatori la storia della chiesa e le bellezze dell’eccezionale presidio paesaggistico. L’appuntamento per chi vuole scoprire la storia millenaria di Maccagno Inferiore è in piazza S. Stefano.

Cliccare qui per consultare l’intero programma del weekend.

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