Alto Varesotto | 1 Aprile 2022

Giornate FAI di Primavera, un’edizione “da record” per le aperture a Luino, in Valcuvia e sul Verbano

Sono stati 1500 i visitatori che hanno scoperto i luoghi aperti in occasione dell’evento, fra storia, arte e alimentazione. Il grazie della Delegazione FAI Valcuvia

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Arte, storia, paesaggio, ambiente e alimentazione. Le quattro aperture proposte dalla Delegazione FAI di Valcuvia, Luino e Verbano Orientale e dal suo Gruppo Giovani per le Giornate FAI di Primavera appena concluse hanno voluto offrire un vasto ventaglio di argomenti per soddisfare il più possibile le esigenze e gli interessi del pubblico: il gioiello romanico dei SS. Pietro e Paolo a Brebbia; l’antico Mulino dei Frati a Caravate; il prezioso complesso delle Ville Menotti a Luino e la Villa Mongini a Ispra con il suo grande parco.

E i risultati hanno premiato gli sforzi con numeri da record: 1500 visitatori che durante lo scorso weekend hanno scelto di approfondire con i volontari del FAI alcuni aspetti del nostro bel territorio. Un bel modo di festeggiare questa edizione della popolare manifestazione giunta all’ambito traguardo del trentennale.

Come a ogni manifestazione, il concorso e la collaborazione con realtà sociali e aggregative radicate sul territorio è stato di fondamentale importanza.

Per questo motivo la Delegazione FAI è particolarmente grata al parroco di Besozzo, don Giuseppe Andreoli, per il supporto alla visita della chiesa di San Pietro a Brebbia, alla signora Elena Barboni per l’itinerario di riscoperta di quella chiesa, agli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico Cairoli di Varese che si sono cimentati con competenza e successo nella spiegazione al pubblico grazie anche al prezioso coordinamento della professoressa Francesca Ricardi.

Una piacevole scoperta per molti visitatori, anche se la storia di questo luogo sacro risale addirittura al V secolo: l’attuale edificio, frutto di una ricostruzione completata in età romanica, appare infatti quasi sovradimensionato rispetto all’odierno assetto urbano. In realtà, già prima dell’anno Mille, Brebbia si trovava al centro di una pieve estesissima, tra Besozzo e Sesto Calende, fatto che ne giustificava la sua maestosità.

Particolare riconoscenza a Mario Riva e a sua moglie per aver condiviso la bellezza del “Mulino dei Frati” e alla Pro Loco di Caravate per la  generosa accoglienza e il supporto logistico offerto durante la visita. Arrivando dal paese di Caravate, il Mulino dei Frati, di cui tanti non avevano conoscenza, appare all’improvviso, immerso nel verde della radura contornata da alberi di pesco, attualmente in piena fioritura e  stupisce il visitatore per lo scenario un po’ d’altri tempi.

Si dice che il mulino fosse già attivo nel XIV secolo: dal 1890 appartiene alla famiglia Riva che con amore e passione ne ha continuato la tradizione. La forza motrice è alimentata dalle acque del torrente Viganella: all’esterno una grande ruota a pale in ferro testimonia la grande importanza rivestita dall’opificio nel secolo passato. All’interno sono ancora perfettamente conservate le macine, che funzionano ancora con la ruota a pale. Anche tutto il sistema di raffinazione della farina è in perfetto stato, tanto che il mulino produce un’ottima farina, utilizzata anche per il “dolce Varese”.

Grazie alla disponibilità del signor Mario, i numerosi visitatori hanno potuto osservare e comprendere il processo di trasformazione dei cereali in farina e hanno inoltre potuto assaggiare i dolci preparati dalle signore della Pro Loco proprio con la farina del mulino. Durante le due giornate è stato possibile offrire anche alcune visite “speciali”, anch’esse molto apprezzate: quelle di mattina, a cura di Maurizio Miozzi, hanno affrontato  in modo approfondito la storia e la tecnica del funzionamento del mulino vitruviano e quelle pomeridiane, grazie alla presenza di Alberto Senaldi, della condotta Slow Food di Varese, hanno riguardato il processo di trasformazione dei cereali, dalla spiga alla farina.

Un sincero ringraziamento la Delegazione FAI locale ha voluto rivolgerlo anche ai dirigenti degli Istituti scolastici ISIS “C. Volontè “ e Liceo “V. Sereni” di Luino, che hanno agevolato le visite agli edifici del cosiddetto complesso delle Ville Menotti di Luino – condotte egregiamente dagli studenti dei due istituti nelle vesti di Apprendisti Ciceroni – e a Marco di Fioridea per l’abbellimento floreale, così come al responsabile della Casa Don Guanella (ex Villa Mongini) di Ispra, don Domenico Scibetta. Quest’ultimo è il bene che ha accolto in queste giornate il maggior numero di visitatori, accompagnati dai volontari del gruppo Giovani e dagli approfondimenti dell’agronomo Luciano Riva.

«Siamo inoltre riconoscenti – concludono i membri della Delegazione Valcuvia Luino e Verbano Orientale – anche alle amministrazioni comunali di Brebbia, Caravate, Ispra e Luino per aver concesso il loro patrocinio alla manifestazione e a tutte le altre persone che hanno contribuito a diverso titolo alla migliore riuscita dell’evento. Forti di questo lusinghiero risultato, vi aspettiamo con un ricco calendario di eventi che potrete trovare sul portale FAI o sui nostri social. A tutti, ancora, grazie».

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