Luino | 11 Marzo 2019

Ospedale di Luino, Astuti: “Impensabile avere un solo medico a turno in Pronto Soccorso”

Dopo il sopralluogo, il consigliere regionale fa il punto sulle istanze dei cittadini presso la sezione locale del Pd. Presenti anche Ferri, Nogara, Fazio e Passera

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Cittiglio, Luino, Angera: il tour del consigliere regionale del Partito democratico, Samuele Astuti, presso le strutture ospedaliere dell’Alto Varesotto, ha preso il via nella mattinata di oggi, lunedì 11 marzo. L’obiettivo dell’iniziativa, a poche settimane di distanza dall’elezione del nuovo direttore generale di ASST Sette Laghi, Gianni Bonelli, non è solo quello di raccogliere, tramite i sopralluoghi, le principali criticità connesse ad ogni singolo nosocomio.

Riflettere sui dati statistici e sulle esigenze di medici, infermieri, cittadini e amministratori è il primo passo, nella visione del consigliere, per lasciare un segno concreto rispetto al superamento della teoria “ospedalocentrica” di Formigoni, ripensando così la vocazione territoriale delle strutture varesine, in un settore che in termini di investimenti occupa circa l’80% del bilancio dell’ente.

Per affrontare queste tematiche, dopo la visita della struttura di via Forlanini e prima di recarsi a Cittiglio, il consigliere ha fatto tappa presso la sede Pd della città lacustre, per un confronto al quale hanno preso parte, oltre al neo segretario della sezione locale, Giorgio Ferri, anche il sindaco di Germignaga Marco Fazio, quello di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, e la consigliera di minoranza luinese Enrica Nogara.

Proprio l’esponente de “L’altra Luino”, prendendo la parola dopo l’introduzione curata da Ferri, ha portato all’attenzione dei presenti gli aspetti maggiormente discussi, e considerati prioritari, all’interno della comunità: i limiti della dialisi, il vuoto lasciato dalla chiusura del Sert, l’efficienza del pronto soccorso, che sarà inoltre al centro di un’interrogazione protocollata insieme al consigliere Petrotta in vista del prossimo consiglio comunale (in calendario per la serata di giovedì).

“Nei giorni scorsi il dg Bonelli ha risposto alle domande che avevamo preparato per lui tramite una lettera – ha spiegato la consigliera Nogara -. Risposte che hanno confermato le nostre perplessità, in particolare per quanto riguarda la lunghezza delle liste di attesa, il numero di accessi al pronto soccorso, la frequente rinuncia di assunzione da parte dei vincitori di concorso quando la destinazione è Luino. Perché? Che tipo di contratto viene offerto loro?”. Anche sulla dialisi, ha spiegato Nogara, il livello di efficienza rimane un forte limite, a cui si somma lo smantellamento della dermatologia, la riduzione dei posti per l’ambulatorio di medicina e il rischio di un altro taglio in vista dell’estate.

Un quadro decisamente in controtendenza rispetto all’ottimismo espresso dal presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, Emanuele Monti, a margine della visita all’ospedale di Luino dello scorso 15 febbraio. Gli stessi punti messi sul tavolo dalla consigliera Nogara hanno poi permesso ad Astuti di ampliare i temi posti alla base del piano di rilancio. “La riforma maroniana del 2015 era stata attuata per andare oltre il modello di Formigoni, ma è riuscita in realtà nell’intento, quasi impossibile, di penalizzare ulteriormente la medicina del territorio – ha affermato Astuti -, per la quale chiediamo un vero Piano Marshall in un settore che rischia inoltre di rimanere scoperto. Sono circa 1700 i medici di medicina generale prossimi alla pensione. Da qua al 2028, invece, smetteranno di prestare servizio circa 6mila professionisti su 7500“.

Oltre i numeri e le stime dell’intero scenario, c’è poi la situazione specifica del nosocomio di Luino: “Le conseguenze di tutte le difficoltà ancora da risolvere sono diverse – ha proseguito Astuti – ma è il pronto soccorso, il reparto più importante per la dignità di un ospedale, a pagare il conto più salato. Non è accettabile possedere un solo medico per turno, con la prospettiva di dover continuare a domandare supporto agli altri reparti. Ci sono poi tutti i limiti del punto prelievi, per il quale occorre un investimento generale sulla logistica interna. Sempre più persone con poche risorse economiche decidono di rivolgersi a strutture private, un particolare che ci deve servire per inquadrare l’entità del problema”.

Aspetto quest’ultimo che suscita in automatico una riflessione anche sul diritto alla salute e sulla presa in carico delle criticità, “annunciata come una rivoluzione per la cura dei pazienti fragili – ha ricordato il sindaco di Germignaga, Marco Fazio – ma poi tradottasi in aggravio di lavoro per i medici di base, senza altri riscontri effettivi. Chiediamo quindi anche alla Regione di rivedere questi aspetti, attivando un confronto con i professionisti che spesso lamentano mancanza di ascolto“.

Sul punto ha insistito anche il collega Fabio Passera, che in qualità di presidente del Piano di Zona luinese ha poi annunciato un imminente tavolo con i comitati sorti in difesa degli ospedali di Cuasso al Monte e Cittiglio. “Nessuno conosce le difficoltà delle persone quanto i sindaci – ha osservato Passera -, ognuno di noi porta con sé un bagaglio di pensieri e di proposte, vorrei che la Regione facesse proprio questo grido che viene dalla periferia”.

C’è un ultimo fattore emerso dal sopralluogo di Astuti in via Forlanini e si lega ad un ulteriore dato messo in evidenza durante l’incontro: i 18060 accessi registrati dal pronto soccorso luinese, di poco sotto la soglia dei 20mila prevista dalla normativa vigente sull’accreditamento. “Una cifra compensata dalla professionalità e dalla grande passione del personale – ha concluso il consigliere dem -, se la struttura riesce a mantenere l’accredito è anche grazie a loro”.

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