A diversi mesi di distanza dalla lunga serie di polemiche, miste a preoccupazioni, sul futuro della storica ditta Primi per quanto concerne le vicende direttamente connesse all’avvento di Alptransit, i timori e gli interrogativi tornano ad alzare una coltre di nubi che impedisce ai diretti interessati, ma più in generale alla comunità, di vederci chiaro.
Ci sono infatti delle novità che fanno seguito a quanto stabilito in consiglio comunale lo scorso maggio, quando venne approvata la delibera sulle alternative al passaggio a livello per quanto riguarda l’area che collega via San Pietro e via Bernardino Luini.
Novità che non sono però quelle auspicate dagli anziani proprietari dell’azienda, l’85enne Pier Giuseppe Primi e la sorella Rosanna, che una volta ritirati i progetti definitivi dell’intervento hanno visto i propri dubbi riprendere forma e moltiplicarsi, in virtù di alcune spiacevoli conferme rispetto a quanto portato in primo piano in una intervista concessa alla nostra redazione a ridosso dell’estate.
Ma non è tutto, perché oltre alla prospettiva di dover sacrificare parte della superficie che oggi ospita le mansioni degli operai e gli spostamenti dei mezzi, i Primi hanno appreso dalle carte della decisione di completare lo schema della bretella, percorso ciclopedonale e carrabile, con un semaforo: ipotesi inizialmente esclusa dal comune.
Ci sono poi altre incognite rese tali proprio dai documenti, e riguardano l’assenza di cenni agli studi idrogeologici sul terreno e le stime circa costi e tempistiche dei lavori (il primo fattore è di secondaria importanza, ma i tempi del futuro cantiere incideranno sull’organizzazione logistica della ditta e sulla posizione dei dipendenti). Gli stessi dettagli hanno generato amarezza e incredulità anche all’interno di parte della minoranza luinese, già da principio schieratasi a difesa degli interessi dei Primi, portando le istanze di proprietari e dipendenti all’attenzione dei colleghi in sala consiliare.
“Siamo rimasti senza parole nell’apprendere che la vicenda che riguarda la famiglia e l’azienda Primi non sia ancora stata risolta – si legge in una nota firmata dai consiglieri di minoranza Franco Compagnoni, Enrica Nogara, Pietro Agostinelli e Giovanni Petrotta -. Siamo coscienti che il comune non ha del tutto voce in capitolo nella vicenda dell’esproprio del terreno ma, come già detto diversi mesi fa, crediamo che non si possano lasciare soli a gestire questo problema, considerando pure che la ditta ha al suo interno diversi operai, padri di famiglia del nostro territorio”.
“Conoscere i tempi di lavorazione – scrivono ancora gli esponenti della minoranza – quando si partirà e in che modalità, è fondamentale per i titolari dell’azienda. E siamo sorpresi anche nel leggere che probabilmente alla fine della bretella sarà installato un semaforo. Hanno ragione i signori Primi nel dire che l’area è troppo congestionata per avere in quel punto un semaforo, soprattutto perché in tre o quattro momenti della giornata, in concomitanza con l’arrivo e l’uscita degli alunni, c’è già un importante traffico veicolare. Anche chi tra noi consiglieri di minoranza lavora lì o va a prendere i propri figli a scuola, sa di cosa si sta parlando”.
L’area che sarà interessata dalla bretella coincide infatti con la sede di alcuni dei plessi dell’istituto comprensivo “Bernardino Luini”, circostanza che già di per sé rende la previsione del traffico veicolare regolato da impianto semaforico un “problema di tutti“. Ma la minoranza, in questo suo nuovo intervento, non si limita a constatare ciò che non convince. C’è una richiesta, in coda alla nota, ed è quella di avere presto un incontro pubblico per rendere più chiaro e comprensibile a tutti il destino dell’area, una delle più sensibili dal punto di vista della viabilità luinese.
Ci sono infine delle domande che i consiglieri rivolgono all’amministrazione, e testimoniano quanto l’imminente rivoluzione di Alptransit, dentro e fuori i confini della bretella, rimanga un’assoluta priorità nel dibattito pubblico cittadino: “Quali sono le decisioni definitive per la viabilità di Luino? Come possiamo sostenere tutte le preoccupazioni della famiglia Primi per la loro attività e i loro dipendenti? Che opere di compensazione porta a casa il comune? La spesa per la rotonda di via XXV Aprile, a carico di chi sarà? Possibile che in Svizzera, in un paese più piccolo di un terzo di Luino, la giunta/il comune ha portato a casa dalle FFS venticinque milioni di franchi, e qui non riusciamo a dare risposte certe ad una famiglia e un’azienda che ha in mano un progetto approvato in via definitiva nell’aprile 2018?”.
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