Luino | 20 Febbraio 2019

Il grande cuore delle valli luinesi continua a sostenere e aiutare Monteviasco

Non si ferma la solidarietà rispetto all'emergenza del piccolo borgo. Una cronistoria di come i cittadini esprimono la loro vicinanza dall'inizio dell'isolamento

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Se si volesse riassumere per punti il drammatico isolamento di Monteviasco da tutto ciò che circonda il prezioso borgo, cominciato ormai più di tre mesi fa con il fatale incidente alla funivia, che costò la vita al manutentore sessantenne Silvano Dellea, tre sarebbero le prospettive da cui inquadrare la tragica vicenda, destinata comunque ad entrare nella storia della piccola frazione di Curiglia, incastonata tra le montagne e da sempre “protetta” grazie alla sua collocazione geografica, motivo di attrattività turistica e motore della sua stessa sopravvivenza, messa a repentaglio da quel drammatico lunedì di novembre.

Il primo di questi tre sguardi, che ancora oggi si interrogano sul futuro del borgo, appartiene ai suoi residenti, una comunità ridotta a meno di dieci persone, determinate a rimanere in vetta e godere della pace e della tranquillità trasmesse dal paradiso naturale che si spalanca fuori dalle finestre delle case. Un paradiso che dal giorno della tragedia soffoca lentamente alle spalle dei ripetuti appelli, condivisi inoltre dai ristoratori che hanno affrontato sacrifici e grandi investimenti per scommettere sull’incontro tra panorama, tradizioni, esperienza e prodotti locali, e che ora lamentano, tra rabbia e timori, l’impossibilità di sostenere ulteriormente la chiusura forzata delle rispettive strutture.

Ci sono poi gli occhi della politica, testimoni delle difficoltà e degli ostacoli generati da una spaventosa macchina burocratica che rende logoranti gli sforzi intrapresi per riportare la situazione alla normalità. L’ottimismo su questo fronte rimane d’obbligo, e i ripetuti tavoli di confronto tra istituzioni hanno prodotto di recente un’iniezione di positività, nonostante manchi ancora una data certa per la riattivazione dell’impianto di risalita. Dalle ultime notizie pare infatti sempre più vicino l’accordo tra il comune di Curiglia, il Trasporto Pubblico Locale (TPL) e l’Azienda Varesina dei Trasporti (AVT) con quest’ultima, partecipata dal comune di Varese, che dovrebbe garantire il funzionamento della funivia fino alla definizione di una nuova gara d’appalto per stabilire chi si occuperà della futura gestione.

Vi è poi un terzo sguardo, costantemente vigile e incollato alle sorti di Monteviasco, che sotto il profilo umano rappresenta il più bell’esempio di vicinanza e affetto nel tentativo di trascinare il borgo fuori dalla sofferenza e dal disagio con uno sforzo collettivo.

Appartiene alla grande comunità del Luinese, a tutti i cittadini che dopo il 12 novembre si sono prodigati in varie forme per donare un aiuto concreto, affidandosi ognuno alle proprie risorse ma tutti, indistintamente, alla propria bontà d’animo e ad un lodevole spirito di sacrificio. I boyscout della città lacustre, poco prima di Natale, hanno portato ai residenti del paesino il più bel regalo, prelevando tutti i sacchi di spazzatura accumulati dopo settimane di distacco dal resto del mondo, in balìa degli eventi e delle prime indagini e ricostruzioni sulla morte del manutentore. Ma la produzione di rifiuti, per chiare ed inoppugnabili esigenze, ha in poco tempo rimesso sotto scacco gli abitanti, ed è così che un gruppo di privati ha optato per il noleggio di un elicottero i primi di gennaio ha raggiunto Monteviasco per ripristinare l’ordine e il decoro, e per portare in quota viveri e beni necessari.

Con le prime nevicate, inoltre, medici, infermieri e tecnici del Soccorso Alpino hanno preso la via degli oltre mille e quattrocento gradini, la stessa battuta quotidianamente dai Carabinieri di Dumenza, per sincerarsi delle condizioni di salute dei residenti e agevolare il percorso per chi sarebbe salito dopo di loro.

Oggi questa cronistoria di solidarietà prosegue con un nuovo episodio che ha avuto luogo a due passi dal lago, nel centro di Luino, dove Giordano Tosi, uno dei sette abitanti Monteviasco, ha bussato alla porta di un negozio per l’acquisto di alcuni ramponi. Materiale per il quale il signor Tosi non ha avuto bisogno di mettere mano al portafogli, in seguito alla volontà espressa dal rivenditore di donargli le attrezzature richieste.

Un ennesimo gesto che scalda il cuore e che, assicurano alcuni tra coloro che ogni giorno si recano a fare compere per i rifornimenti da portare in montagna, si ripete di frequente in svariati esercizi commerciali (su tutti Alimentari Ferrario e Campagnolo), quando una volta giunti in cassa, tra due chiacchiere o un rapido saluto, i commercianti apprendono la destinazione della merce. Che sia pane, altri generi alimentari, beni di prima necessità o giornali non fa differenza: lo sguardo dei luinesi continua a cercare il prossimo in attesa che Monteviasco, perla del territorio, possa tornare a splendere.

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